E' possibile recitare il rosario in comunione di preghiera ogni giorno sul canale YouTube Unità Pastorale Mincio.
Il grande giorno della Croce: su di essa il Signore Gesù ha compiuto la salvezza del mondo.
Svelata la croce, il mistero nascosto da secoli in Dio lo abbiamo contemplato con i nostri occhi.
Un Corpo dato per noi. Il Sangue versato per la nuova ed eterna Alleanza.
Nel celebrare l'ultima sua cena abbiamo portato all'altare le difficoltà, le attese, le speranze di ogni uomo.
Abbiamo commemorato l'ingresso di Gesù in Gerusalemme, la sua passione e morte in croce.
Al termine, sulla piazza antistante la basilica, viene impartita la benedizione Eucaristica alle quattro parrocchie dell'Unità pastorale.
Raggiungo tutti, anche in questa festa di Pasqua, con un messaggio radicato nelle letture di questa festa che tutti celebriamo. Le due riflessioni, condivise anche con la diffusione delle celebrazioni pasquali, proposte nella notte di Pasqua e nella S. Messa del giorno di Pasqua, siano per tutti messaggio di speranza e progetto per camminare insieme nei prossimi tempi. Buona Pasqua a tutti anche a nome di don Alessandro, don Jonathan, don Fausto, il diacono Claudio e le nostre carissime suore.
Le celebrazioni e le riflessioni si possono riascoltare sul canale Youtube Unità pastorale Mincio.
OMELIA VEGLIA PASQUALE – Goito 11.04.2020 Celebriamo questa sera la risurrezione di Gesù. È una celebrazione che mai avremmo immaginato di viverla in questo modo.
Gesù è risorto nella notte, ed anche noi siamo in qualche mondo nella notte della paura, causata dalla pandemia, nella notte della chiusura di tutte le attività, nella notte delle relazioni bloccate.
Questa notte buia e paurosa viene squarciata dalla luce del Risorto.
La Chiesa sa quanto spesso ci sentiamo distanti, distratti e confusi di fronte al mistero della risurrezione del Signore. Per questo ci prepara con la Quaresima, che quest'anno abbiamo vissuto in un modo particolarissimo, privati dalla comunione tra di noi nelle assemblee liturgiche e della Comunione Eucaristica. Nella Veglia di questa notte con la benedizione del fuoco, col rito della luce, col canto dell'annuncio pasquale e con le letture proclamate, ci è stato ricordato la lunga strada che Dio dalla creazione, attraverso tutti gli eventi della storia della salvezza, ha percorso col suo popolo per realizzare il disegno di fare di tutti una cosa sola in Cristo risorto. Tutte le letture si riferiscono all'evento unico e centrale della risurrezione di Cisto. Era notte fonda nel sepolcro di Cristo, ma Dio Padre vegliava e dall'oscurità si accende improvvisamente la luce; brilla nel mondo la stella del mattino, più radiosa e più splendente del sole: Cristo Signore.
Anche attorno a noi c'è tanto buio, c'è la notte della pandemia, della violenza, dell'egoismo, della crisi economica, ma in questa Veglia la notte viene sconfitta dalla luce del Risorto ed è data ad ogni creatura la possibilità di essere inondata di luce. Questa luce è per noi fonte di gioia ed è dentro di noi fin dal giorno del nostro battesimo, come ci ha ricordato s. Paolo scrivendo ai cristiani di Roma. La nostra celebrazione che ci unisce, anche se siamo a casa nostra, vuole farci sperimentare la gioia vissuta dai primi discepoli per l'evento della risurrezione, la gioia dei cristiani vissuta di generazione in generazione, la gioia dei santi e dei martiri, la gioia che sgorga dalla creazione nuova scaturita dal Risorto, per condividerla reciprocamente e augurarla a ogni uomo e donna della terra.
Nel vangelo di Matteo ascoltato (28,1-10) l'annuncio pasquale si apre con una manifestazione grandiosa: terremoto, un angelo che scende dal cielo e la pietra che chiudeva il sepolcro che rotola via da sola. Un segno grandioso lo vorremmo anche noi oggi, la liberazione dalla pandemia e questo segno lo chiediamo giustamente con insistenza. Ma prima di tutto anche a noi questa sera è detto: "non abbiate paura, voi" che amate Gesù. Non lo vediamo, non lo tocchiamo, non lo sentiamo con i nostri sensi, ma lui è con noi. "È risorto come aveva detto" e se lo volete incontrare andate in Galilea, cioè ritornate a vivere quelle esperienze cristiane che hanno segnato la vostra vita religiosa di un tempo, che forse oggi sono un po' affievolite o coperte di polvere. Ritornate in Galilea cioè ricominciate a fidarvi del Risorto e meno delle nostre capacità e delle nostre possibilità di ogni genere. Ritornate in Galilea cioè mettete la vita nuova del vangelo in ogni momento della vostra vita familiare, ora che dobbiamo stare in casa. Se faremo così sperimenteremo la grande gioia che il Risorto comunica anche oggi ai suoi amici, e inevitabilmente saremo portati a raccontare e a donare a tutti la gioia della vita nuova anche se limitati dalla pandemia.
Signore Gesù, che ci dai la possibilità di rivivere la tua Pasqua aiutaci a tornare in Galilea per vivere con entusiasmo e gioia l'esperienza di discepoli. Aiutaci a non lasciarci schiacciare dal buio. Aiutaci a fidarci di te per fare Pasqua, cioè passare dal buio alla luce, dalla paura alla speranza, dalla fede incerta ad una fiducia cieca in te. Amen!
OMELIA GIORNO DI PASQUA – Goito 12.04.2020 Un saluto particolare a tutti voi che siete collegati con noi e che seguite le nostre celebrazioni.
Il vangelo di Giovanni proclamato poco fa dal diacono ha presentato dei personaggi che corrono per vedere di trovare il Signore. Sono persone che sono alla ricerca di segni del Risorto.
Maria va con sollecitudine al sepolcro mentre è ancora buio e trova la pietra rovesciata e non riesce a credere a ciò che vede, non sa darsi una spiegazione, perciò corre subito a chiamare Pietro, con lui anche il discepolo amato da Gesù vanno insieme al sepolcro.
Vediamo in questi personaggi l'ansia della Chiesa che cerca i segni del Risorto. Quando siamo in una situazione difficile, di disagio, di sofferenza e non siamo più in grado di vederlo, si va alla ricerca di segni. La vicenda descrive molto bene la nostra situazione attuale. Non riusciamo più a vedere il Risorto, il sepolcro è vuoto e non sappiamo dove sia finito.
I due apostoli entrano nel sepolcro e vedono in uno straordinario ordine i teli che avevano avvolto il Signore: il sudario e le altre bende. Vedono e credono nella risurrezione, perché c'erano le prove che non era stato rubato il corpo di Gesù. Così è stata vissuta la ricerca dei segni del Risorto nella prima comunità cristiana.
Anche noi oggi andiamo alla ricerca dei segni del Risorto, come Maria che era guidata dall'affetto per il maestro, come l'apostolo amato che intuitivamente comprese subito quanto era avvenuto, come Pietro lento e riflessivo. Tutti cercavano i segni della presenza del Signore risorto e tutti volevano avere ancora il Signore con loro. Qui viene in risalto un primo segno della presenza del Risorto tra noi: aiutarci a ricercare il Signore e a camminare insieme, sostenendoci gli uni gli altri. In questi mesi credo che questo sostegno sia stato per tutti noi, con tutti i mezzi possibili, una vera presenza del Signore risorto. I messaggi, le registrazioni, le immagini che abbiamo condiviso tra noi, sono la comunicazione di ciò che il Risorto suggerisce a noi e che ci aiutano a ricostruire l'orientamento dell'esistenza cristiana in questo periodo che i segni della presenza del Signore sembrano scomparsi a causa della malattia, delle morti di familiari, della solitudine forzata. Aiutarci a credere è fondamentale oggi e sempre.
Il comportamento di Maddalena ci insegna che nei momenti di difficoltà, quando sembrano mancare i segni del risorto, non bisogna rimanere inerti, ma nel rispetto delle regole, è necessario comunicare con gli altri, perché Dio è presente e ci parla attraverso le nostre sorelle ed i nostri fratelli. Quanto è importante in questo periodo comunicarci la fede, sostenerci a vicenda, tenerci per mano, anche se non possiamo incontrarci.
L'altro discepolo, quello che Gesù amava, fece fatica a credere perché dice il testo: "non avevano ancora compreso la Scritture", cioè che Gesù doveva risuscitare dai morti. La funzione della Scrittura è fondamentale per riconoscere i segni del Risorto. Essa stessa è segno della sua presenza ed apre cuore e mente per riconoscere il Risorto e per accoglierlo. Se il discepolo avesse conosciute le Scritture avrebbe subito compreso. Ma mancandogli questo riferimento fondamentale ha avuto bisogno di vedere e toccare da vicino. Quando non riusciamo più a riconoscere la presenza di Dio nella nostra vita spesso travagliata, la Scrittura ci aiuta a vedere in tanti piccoli eventi, che spesso ci sfuggono, la presenza reale del Risorto. L'evangelista vuole sottolineare il valore della lettura assidua e della comprensione della Scrittura per illuminare la nostra vita, per sperimentare la gloria del Risorto e per vivere il nostro essere chiesa.
O Signore Gesù risorto da morte e uscito per sempre dal sepolcro e dalla morte, libera anche noi dall'oscurità che ci fa paura. Aiutaci a sostenerci gli uni gli altri in questo cammino, perché da soli non ci riusciamo e rendici appassionati delle Scritture Sante, segno della tua presenza tra noi, conforto nelle prove della vita e luce per il nostro cammino. Le Scritture se amate, lette e messe in pratica nella vita ci fanno sperimentare la consolazione che ci dona il Signore Gesù Cristo Risorto e che continua ad essere presente in mezzo a noi. Amen
Molto spesso si sentono suonare le campane e non essendoci funerali veri e propri ma solo la benedizione al cimitero, spesso non si sa nemmeno chi sia morto in paese. Diverse persone ci hanno lasciato nel silenzio di questo strano periodo. Le ricordiamo semplicemente elencandole, ma portandole nel cuore e stando vicini alle famiglie con la preghiera di tutte le comunità.
LETTURA - COMMENTO - VITA
Unità Pastorale Mincio
Goito 1 marzo 2020 I domenica di Quaresima
Lettura
Il vangelo della prima domenica di quaresima ci riporta ai capitoli che precedono il "discorso della montagna", del quale abbiamo già letto alcuni passi nelle domeniche precedenti. Siamo agli inizi della vita pubblica di Gesù e l'evangelista Matteo sta tracciando le coordinate del ministero del Messia, che poi si svilupperanno per tutta l'opera. Gesù ha ormai vissuto il battesimo al fiume Giordano, con la rivelazione ad esso collegata. Ora si incontra un racconto pure importante e nodale per la vita di Gesù e per quella dei discepoli.
Mt 41Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. 2 Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3 Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pane". 4 Ma egli rispose: "Sta scritto:
Non di solo pane vivrà l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio".
5 Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio 6 e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti:
Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo
ed essi ti porteranno sulle loro mani
perché il tuo piede non inciampi in una pietra".
7 Gesù gli rispose: "Sta scritto anche:
Non metterai alla prova il Signore Dio tuo".
8 Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria 9 e gli disse: "Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai". 10Allora Gesù gli rispose: "Vattene, Satana! Sta scritto infatti:
Il Signore, Dio tuo, adorerai:
a lui solo renderai culto".
11 Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
Commento
Il racconto delle tentazioni secondo Matteo è costituito da un'introduzione, da tre scene centrali collegate tra loro e da una conclusione. Nel deserto, sul Tempio di Gerusalemme e sul monte alto si affrontano i due personaggi principali: Gesù ed il diavolo. Vediamo meglio il testo nei suoi particolari. Nei primi due versetti si presenta dapprima Gesù che è "condotto dallo Spirito nel deserto". Egli, dopo essere stato riconosciuto ufficialmente unito allo Spirito al Giordano, è da lui quasi spinto con forza nel deserto. È qui che, come gli antichi profeti, ha la possibilità di approfondire ulteriormente la sua missione, delineatasi col battesimo. Il deserto, come lo fu per Israele, è anche per Gesù il luogo della tentazione. Questa è attuata "dal diavolo" - traduzione greca del termine ebraico "satana" - dopo che Gesù, come Mosé sul Sinai (cfr. Es 34,28), ha digiunato per quaranta giorni e quaranta notti, perché afferrato unicamente dal rapporto esclusivo col Padre. Tre sono le tentazioni del demonio. La prima si aggancia ad un bisogno primario provato da Gesù: la fame. Il demonio, proponendo la sua soluzione – "di che queste piete diventino pane" -, non solo tende a risolvere il problema della fame, ma offre a Gesù l'opportunità di manifestare finalmente la sua identità di Messia - Figlio di Dio, così come Dio manifestò la sua grandezza a Israele nel deserto, donando la manna. Gesù non ci sta. Egli, come ogni credente, sa che Dio provvede a tutte le necessità dell'uomo, anche a quelle materiali, le quali non devono mai offuscare il primo compito di tutti: vivere "di ogni parola che esce dalla bocca di Dio". La seconda tentazione ha come sfondo Gerusalemme e precisamente la parte più alta del Tempio. Il demonio, con una citazione presa dalla Bibbia, chiede a Gesù di realizzare un gesto spettacolare: buttarsi giù dal pinnacolo. Era, infatti, convinzione in Israele che la rivelazione del Messia avrebbe avuto inizio dal Tempio della Città santa. E quale occasione migliore di quella poteva presentarsi a Gesù per manifestarsi a tutti? La risposta è ancora categorica: "non metterai alla prova il Signore Dio tuo". Così Gesù smaschera da un lato l'uso sbagliato che il demonio fa della Scrittura (quando serve soltanto a giustificare i progetti umani) e dall'altro una spiritualità fasulla che, dietro a gesti religiosi, di fatto vuole usare Dio e desidera piegare Dio ai propri interessi. Qui abbiamo contenute tutte le tentazioni insite in una religiosità formale, alla ricerca solo di se stessi e dei propri interessi di parte, e non veramente finalizzata alla comunione autentica con Dio. L'ultima tentazione avviene su "un monte altissimo" che richiama ancora il monte Sion, sul quale sarebbe stato intronizzato il Messia discendente di Davide. Da quella postazione il diavolo, mostrando a Gesù "tutti i regni del mondo e la loro gloria" e promette che tutte quelle cose sarebbero state sue a condizione che Gesù si fosse prostrato davanti a lui in adorazione. Qui è chiesto a Gesù di sostituire l'adorazione dell'unico Dio e Padre con la prostrazione davanti ad una divinità forte, che dà potere agli uomini. Anche questa è tentazione costante per l'uomo e si trovano le sue tracce fin dalla vicenda dei progenitori nel giardino primordiale. È facile abbandonare Dio, le sue promesse e la sua fedeltà per seguire invece chi, illudendo, vuole offrire materialmente e concretamente sicurezza, potere, tranquillità, benessere e ordine. Gesù smaschera la pretesa idolatrica del diavolo: "vattene satana!". Gesù partecipa alla signoria di Dio non percorrendo facili scorciatoie, ma restando Figlio fedele al Padre, fino all'ubbidienza estrema del Calvario. Questo per altro è il senso di: "il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto". La conclusione della pericope, presentando la fuga del diavolo e la comparsa degli angeli che servono Gesù, richiama la sua vittoria definitiva sul male e la realizzazione delle promesse del Padre fedele.
In conclusione, le tentazioni vissute da Gesù riassumono le prove sperimentate da Israele e anticipano quelle incontrate dai suoi discepoli. La fiducia totale nel Padre fedele, come scelta prioritaria nella vita, e le motivazioni forti trovate nella Scrittura permettono a chiunque, come ha fatto Gesù, di non soccombere al maligno.
La vita
Cerchiamo ora di interagire col testo del vangelo e chiediamoci:
- Quale parte del vangelo letto e commentato mi ha colpito di più e perché?
- Che cosa devo cambiare nella mia vita personale per essere in sintonia con quanto il vangelo ci comunica? Individuare almeno un punto su cui lavorare.
- Nella mia vita sociale (famiglia, lavoro, relazioni, parrocchia) c'è un contributo che io posso dare,per diffondere il vangelo o per realizzarlo, che mi è stato ispirato dal vangelo letto e meditato?
(scegliere un impegno da vivere nella settimana)
Tutte le sere alle 19 le campane parrocchiali suonano per unirci spiritualmente in preghieraEcco il messaggio del Vescovo alla Chiesa mantovana
Carissimi
i cristiani sanno adattarsi ai tempi e alle circostanze, non perché si acquietano ma perché con l'inventiva dello Spirito e la fantasia della carità trovano modi per annunciare la presenza di Gesù, risorto e vivente, e creare vicinanza.
Aiutiamo le tante persone chiuse nelle case in quarantena, i nostri anziani più indifesi, i genitori impegnati a custodire i loro figli, soprattutto il personale sanitario perché tutti si sentano accompagnati dalla Chiesa e raggiunti nel loro bisogno spirituale di rassicurazione e protezione.
Le Chiese particolari si stanno affidando all'intercessione materna di Maria venerata con titoli peculiari nei Santuari delle singole diocesi.
Invito tutte le comunità ad un gesto di preghiera comune per chiedere l'intercessione a Maria vergine delle Grazie, tanto amata dal nostro popolo mantovano. La sera alle ore 19.00 suoniamo le campane per qualche minuto e invitiamo i fedeli a unirsi nella supplica a Maria nelle loro case, seguendo la preghiera che trovate qui di seguito ( in allegato). Il suono delle campane è un segno familiare alla generazione adulta e anziana, meno "social" rispetto alla generazione più giovane, e sarà gradito a chi ricorda i tempi calamitosi nelle campagne scanditi dai rintocchi delle campane. Il loro suono è pubblico, è un segno che associa credenti e non credenti. Il loro suono supera le distanze e ci fa percepire che siamo tutti contemporanei a questa vicenda del coronavirus nella lotta e nella speranza. Il loro suono è già la preghiera della materia cosmica che attraversa gli spazi e arriva al Cielo.
Siate forti nel Signore, "sapendo che la vostra fede, messa alla prova, produce pazienza. E la pazienza completi l'opera sua in voi" (Gc 1,3-4)
Vi benedico
vescovo Marco
DIGIUNO E PAROLA QUARESIMA 2020
Alla luce delle disposizioni in vigore per fronteggiare l'emergenza sanitaria, le catechesi del vescovo saranno registrate a porte chiuse e rese disponibili sul canale YouTube della Diocesi a partire dallo stesso venerdì alle ore 18. Si potrà scaricare anche il sussidio utilizzato per la preghiera.

I temi delle catechesi - dal titolo "Diventeranno una sola carne" - richiameranno il tema dell'anno pastorale in corso, incentrato sull'amore sponsale:
- 6 marzo | Adamo ed Eva: il sogno di Dio
- 13 marzo | Davide e Betsabea: la complicità uccide
- 20 marzo | Abramo e Sara: fede feconda
- 27 marzo | Rut e Booz: coppia per Dio
- 3 aprile | L'Agnello e la sposa: compimento dell'amore
L'8 dicembre 2019, come ogni anno, le nostre suore orsoline hanno rinnovato i loro voti nella famiglia delle Figlie di Maria Immacolata alla presenza di tutta la comunità, con queste parole:
A te, o Dio
che mi hai consacrata nel Battesimo
e mediante il tuo Spirito
mi hai chiamata
a seguire Cristo più da vicino
nella via dei consigli evangelici
Io ......... sr. Maria Iride, sr. Maria felicita, sr. Maria Atanasia, Sr. Anna Maria
mi offro totalmente
in libertà e letizia
e rinnovo il voto di castità, povertà,
obbedienza secondo la Regola delle Suore Orsoline F.M.I.
La Vergine Immacolata, S. Angela Merici
e il Beato Zefirino Agostini
mi ottengano dalla bontà di Dio,
che mi ha prevenuta con il suo amore,
la fedeltà perseverante,
la grazia di vivere la carità
e lo zelo apostolico
per il bene del prossimo,
in particolare per la gioventù,
in questa famiglia religiosa
a servizio della Chiesa.
Ingresso a Goito, Vasto, Solarolo e Cerlongo
Goito, 6 ottobre 2019 S. Messa delle ore 18

Caro don Marco,
oggi le comunità tutte ti accolgono calorosamente e ti danno il benvenuto! Per una comunità il cambio del parroco è sempre un momento particolare, non ci sembra giusto dire che si riparta da zero, ma è inevitabile che rinnovi il proprio entusiasmo e cerchi nuovi stimoli per continuare il cammino di fede alla guida del nuovo parroco. La vastità del nostro territorio e quindi le peculiarità di ogni singola comunità locale caratterizzano l’Unità Pastorale: dalla sua costituzione abbiamo fatto passi in avanti, ma molto rimane da fare, per sentirci in comunione.
Noi tutti siamo in attesa di conoscerti e di farci conoscere e, insieme, di fare esperienza di Chiesa.
Un affettuoso saluto lo rivolgiamo pure al nostro Vescovo, qui rappresentato dal Vicario generale, che ti ha posto alla guida della nostra comunità. A lui vanno il sostegno della nostra preghiera per il prezioso servizio che svolge, del quale spesso non se ne comprendono la difficoltà e la fatica.
Prima di tutto, con te vogliamo metterci in ascolto del Padre. Vogliamo imparare a fare silenzio, e nel silenzio ascoltare la voce di Dio per mezzo della Sua Parola. Vogliamo svuotarci del superfluo per farci riempire da Lui. Se non viviamo personalmente l’incontro con Dio, tutte le nostre azioni, per quanto lodevoli, rischiano di essere ispirate da fragili sentimentalismi e avranno vita breve. Se il terreno non viene costantemente irrigato, diventa arido, e nulla mai vi potrà crescere. Siamo certi che tu ci aiuterai a costruire una casa non sulla sabbia cedevole, ma sulla roccia!
Ci impegneremo prendendo spunto dal Vangelo di oggi, ad essere “servi inutili”, per porci in atteggiamento di disponibilità ed apertura, rispetto al percorso pastorale e di fede che vorrai indicarci. Ci impegneremo ad agire senza fare calcoli, per il bene delle nostre comunità e degli altri.
Sotto la tua paterna guida desideriamo sempre più sentirci parte attiva della Chiesa. Non vogliamo essere degli “attivisti” o esperti nell’organizzare eventi, ma donne e uomini che si assumono le proprie responsabilità di cristiani davanti alla comunità, negli incontri con i giovani, con gli adulti, nel conforto agli ammalati, nella catechesi, nel servizio all’altare e ai poveri, mettendo al centro di tutto non i progetti, non le linee guida, ma la persona.
Con te, infine, vogliamo stare sulle strade del mondo. Le nostre chiese hanno la particolarità di affacciarsi su piazze, soventi teatri della manifestazione, del comune sentimento religioso. Siamo pronti a raggiungere ogni uomo del nostro territorio e a dare testimonianza concreta della nostra fede.
Ci sembrava scontato rivolgerle semplici parole di cordialità. Ci sembra molto più importante farti sentire che tutte la comunità dell’Unità pastorale Mincio” e in particolare delle parrocchie di Cerlongo, Goito, Solarolo e Vasto si stringono intorno al suo nuovo pastore e sono pronte a mettersi in cammino sotto la sua guida.
Benvenuto tra noi!
Vasto, 13 ottobre 2019 S. Messa ore 9.30
Rev. Don Marco, è con gioia che la comunità di Vasto accoglie il nuovo Parroco priore don Marco nella nostra unità pastorale di Goito. Dandogli il benvenuto tra noi, nel nome del Signore, gli auguriamo una buona permanenza per una crescita cristiana univoca, assicurandogli la nostra collaborazione per una coerente testimonianza rivolta a tutti. Con affetto la comunità di Vasto. Solarolo, 13 ottobre 2019 S. Messa ore 11.00
Cerlongo, 20 ottobre 2019 S. Messa ore 11.00
LETTURA - COMMENTO - VITA
Unità Pastorale Madonna della Salute
Goito 14 febbraio 2021 – VI Domenica del Tempo Ordinario
Meditare sulle guarigioni ricevuteLevitico 13,1.45-46 • Salmo 31 • 1Corinzi 10,31-11,1 • Marco 1,40-45
LetturaDopo la giornata trascorsa a Cafarnao l'evangelista ha presentato Gesù che predica nelle sinagoghe di tutta la Galilea. La gente lo cerca incessantemente, forse a causa delle sue opere traumaturgiche, spesso fraintese. A questo punto Marco colloca la narrazione estesa di un miracolo (Mc 1,40-45)
Mc 1,40-4540 Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: "Se vuoi, puoi purificarmi!". 41 Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: "Lo voglio, sii purificato!". 42 E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. 43 E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito 44 e gli disse: "Guarda di non dire niente a nessuno; và, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro". 45 Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.CommentoIl racconto è strutturato in due parti distinte. La prima (vv.40-42) presenta la guarigione e la seconda (vv.43-45) illustra le vicende conseguenti.
Il lebbroso si avvicina a Gesù e lo supplica in ginocchio: "Se vuoi, puoi purificarmi". Per lui è un'occasione straordinaria che si presenta. Dall'incontro con Gesù non solo dipende la sua guarigione dalla malattia, ma anche la possibilità di essere purificato dal peccato e di essere reinserito dignitosamente nella società. I lebbrosi, infatti, a causa della malattia contratta, erano ritenuti vittime del peccato commesso e obbligati a vivere ai margini dei villaggi, in capanne o grotte naturali. Gesù, "ne ebbe compassione", guarisce l'uomo malato, donandogli la salute e rendendolo puro, cioè togliendo da lui il peccato, causa della malattia e dell'isolamento sociale – religioso conseguente. Anche il gesto compiuto da Gesù ("stese la mano, e lo toccò") indica la volontà di riabilitare colui che era emarginato dal resto della comunità.
La seconda parte del racconto inizia con una ammonizione severa di Gesù al lebbroso guarito: "guarda di non dir niente a nessuno, ma và, a mostrati al sacerdote . . . ". Gesù presenta così la necessità di attuare quanto prescritto nel libro del Levitico (cfr.Lv 14,2), per essere riammessi nella comunità, dopo la guarigione da una malattia contagiosa. Anche l'invito al silenzio sull'accaduto, è richiesto dalla prudenza e dalla non comprensione profonda dell'avvenimento. Questa sarà possibile solo dopo la Pasqua del Signore. Allora i discepoli potranno parlare apertamente. Non si sa se quell'uomo andò dai sacerdoti, certo l'evangelista si preoccupa di narrare che non rispettò il comando del silenzio. Infatti, allontanandosi dopo la guarigione, divulga il fatto in ogni parte. La conseguenza è che la gente va a cercare Gesù, provenendo da ogni luogo.
Gesù è venuto a guarire e a liberare ogni uomo dominato dal male e dal peccato. La sua azione sanante abilita le persone ad essere inserite dignitosamente nella comunità dei credenti. Chi è guarito dal Signore deve vigilare per non interpretare male l'accaduto e viverlo inadeguatamente. Tutto ciò che riguarda la vita spirituale di una persona, deve essere sottoposto rigorosamente a chi guida spiritualmente la comunità e va custodito nel silenzio interiore e nella riflessione personale.
Collegamento fra le lettureGesù che guarisce e libera dal male unisce le letture domenicali. Nella prima lettura sono presentate le indicazioni, date da Dio a Mosè e ad Aronne, sul comportamento da assumere quando una persona è scoperta malata di lebbra. Chi è colpito da questa malattia è da considerarsi immondo, cioè capace di contaminare anche gli altri sia per quanto riguarda la malattia, ma anche per le cause che l'hanno procurata: il peccato. Il malato, di conseguenza, deve restare fuori dalla comunità. La lettura cristiana del testo di Levitico porta a orientare la riflessione sul peccato e sulla separazione dalla comunità che si realizza di fatto per il peccatore. Solo Gesù può guarire la malattia ed il peccato. Così recita il testo di Marco. Egli non solo dà la salute, ma reintegra nella comunità. Gesù dà anche testimonianza di coraggio e di bontà verso chi è nella necessità a causa della malattia o del peccato, perché si avvicina a loro e li salva. Chi sperimenta guarigione o liberazione dice Paolo, scrivendo ai Corinzi, è invitato a riconoscere l'opera di Dio e a lui rendere gloria. Paolo afferma anche di compiere ogni attività per il Signore e non per se stessi. Questo è il comportamento corretto da assumere nella comunità. Infine l'apostolo propone se stesso come modello di comportamento cristiano: "Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo".
La vita(per continuare il lavoro nella riflessione personale)
Cerchiamo ora di interagire col testo del vangelo e chiediamoci :
- Quale parte del vangelo letto (in tutta la sua ampiezza) e commentato mi ha colpito di più e perché?
- Che cosa devo cambiare nella mia vita personale per essere in sintonia con quanto il vangelo ci comunica? Individuare almeno un punto su cui lavorare.
- Nella mia vita sociale (famiglia, lavoro, relazioni, parrocchia) c'è un contributo che io posso dare, per diffondere il vangelo o per realizzarlo, che mi è stato ispirato dal vangelo letto e meditato?
(scegliere un impegno da vivere nella settimana)
LETTURA - COMMENTO - VITA
Unità Pastorale Madonna della Salute
Goito 7 febbraio 2021 – V Domenica del Tempo Ordinario
Sono venuto per predicare e per sanareGiobbe 7,1-4.6-7 • Salmo 146 • 1Corinzi 9,16-19.22-23 • Marco 1,29-39
LetturaGesù è in Galilea, regione dove si svolge la prima parte del suo ministero, e precisamente a Cafarnao. Il brano del Vangelo di oggi è parte integrante di una unità narrativa che si estende da Mc 1,21 sino a Mc 1,39. È bene avere presente questo sfondo generale nel leggere Mc 1,21-28.
Mc 1,29-3921 Giunsero a Cafàrnao e subito Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. 22 Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. 23 Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, 24 dicendo: "Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!". 25 E Gesù gli ordinò severamente: "Taci! Esci da lui!". 26 E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27 Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: "Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!". 28 La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.CommentoL'evangelista Marco presenta Gesù a Cafarnao in una giornata tipo (Mc 1,21-34). Il brano liturgico descrive la parte pubblica vissuta dal maestro presso la sinagoga del paese. Gesù in sinagoga si reca per insegnare: "Gesù... insegnava". Sicuramente il contenuto del suo intervento è costituito da quanto si legge in Mc 1,14-15: Gesù annuncia "il Regno di Dio". La narrazione prosegue presentando lo stupore della gente di Cafarnao davanti all'insegnamento di Gesù: "erano stupiti del suo insegnamento". Marco presenta poi la ragione dello stupore delle persone: "insegnava come uno che ha autorità". Gesù, a differenza degli scribi che ricevono autorità dalle Scritture insegnate, ha autorità e potere in se stesso e la forza delle sue parole scaturisce dalla sua persona, che era coerente con i suoi insegnamenti. La vicenda che segue, narrata dall'evangelista, contribuisce a far comprendere qual è il senso dell'autorità di Gesù. Il racconto presenta in sinagoga una persona con uno spirito impuro, cioè con uno spirito che separa da Dio. Anche se sono stati compiuti tutti i riti di purificazione, previsti prima di accedere al rito sinagogale, non significa che le persone siano completamente disponibili per l'opera di Dio. La venuta di Gesù smaschera ogni potenza demoniaca e causa la sua disfatta: "Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci?". Gesù, con la parola fa tacere lo spirito impuro, lo caccia da quell'uomo e rende la persona libera e disponibile a camminare sulla strada di Dio impegnando tutte le sue risorse. La pericope si chiude riproponendo lo stupore dei presenti nella sinagoga ("Che è mai questo? Un insegnamento nuovo dato con autorità") e registrando la fama di Gesù che andava diffondendosi nella regione.
Gesù è la novità più grande che entra nella storia dell'umanità. Egli è l'unico uomo che ha la stessa autorità di Dio. Infatti la forza del suo insegnamento scaturisce dalla sua stessa persona. Egli smaschera anche il male presente, a volte in modo nascosto, nei membri della comunità. Le persone liberate possono così andare verso Dio guidate da Gesù Cristo, attivando tutte le loro risorse umane.
Collegamento fra le lettureIl tema della vita orientata verso Dio e da lui illuminata e sostenuta dà unità alle letture domenicali. Nella prima lettura si presenta l'identità del profeta. Egli proclama la parola di Dio e dice soltanto quanto lui gli comanda. Nessuno può attribuirsi da sé questo servizio nella comunità. Chi lo fa è punito duramente: "quel profeta dovrà morire".
Quando il profeta parla il popolo ha l'obbligo di ascoltarlo: "a lui darete ascolto". La parola del profeta, dunque, porta il popolo a vivere una sempre più profonda comunione con Dio. Anche il ministero di Gesù, presentato da Marco, attraverso il suo insegnamento, vuole condurre le persone a piena comunione con Dio. Per questo le libera da tutti gli ostacoli o impedimenti che frenano tale itinerario.
La seconda lettura invita i credenti a non essere troppo coinvolti dalle realtà del mondo, anche da quelle più belle e nobili. Queste, se diventano lo scopo dell'esistenza, producono molte ansie. Paolo invita i coniugi a vivere "senza preoccupazioni" e per arrivare a questo obiettivo richiama la necessità di vivere restando fedeli "al Signore senza deviazioni".
La vita(per continuare il lavoro nella riflessione personale)
Cerchiamo ora di interagire col testo del vangelo e chiediamoci :
- Quale parte del vangelo letto (in tutta la sua ampiezza) e commentato mi ha colpito di più e perché?
- Che cosa devo cambiare nella mia vita personale per essere in sintonia con quanto il vangelo ci comunica? Individuare almeno un punto su cui lavorare.
- Nella mia vita sociale (famiglia, lavoro, relazioni, parrocchia) c'è un contributo che io posso dare, per diffondere il vangelo o per realizzarlo, che mi è stato ispirato dal vangelo letto e meditato?
(scegliere un impegno da vivere nella settimana)
LETTURA - COMMENTO - VITA
Unità Pastorale Madonna della Salute
Goito 31 gennaio 2021 – IV Domenica del Tempo Ordinario
Camminare liberi verso DioDeuteronomio 18,15-20 • Salmo 94 • 1Corinzi 7,32-35 • Marco 1,21-28
LetturaGesù è in Galilea, regione dove si svolge la prima parte del suo ministero, e precisamente a Cafarnao. Il brano del Vangelo di oggi è parte integrante di una unità narrativa che si estende da Mc 1,21 sino a Mc 1,39. È bene avere presente questo sfondo generale nel leggere Mc 1,21-28.
Marco 1,21-28 21 Giunsero a Cafàrnao e subito Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. 22 Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. 23 Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, 24 dicendo: "Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!". 25 E Gesù gli ordinò severamente: "Taci! Esci da lui!". 26 E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27 Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: "Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!". 28 La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.CommentoL'evangelista Marco presenta Gesù a Cafarnao in una giornata tipo (Mc 1,21-34). Il brano liturgico descrive la parte pubblica vissuta dal maestro presso la sinagoga del paese. Gesù in sinagoga si reca per insegnare: "Gesù... insegnava". Sicuramente il contenuto del suo intervento è costituito da quanto si legge in Mc 1,14-15: Gesù annuncia "il Regno di Dio". La narrazione prosegue presentando lo stupore della gente di Cafarnao davanti all'insegnamento di Gesù: "erano stupiti del suo insegnamento". Marco presenta poi la ragione dello stupore delle persone: "insegnava come uno che ha autorità". Gesù, a differenza degli scribi che ricevono autorità dalle Scritture insegnate, ha autorità e potere in se stesso e la forza delle sue parole scaturisce dalla sua persona, che era coerente con i suoi insegnamenti. La vicenda che segue, narrata dall'evangelista, contribuisce a far comprendere qual è il senso dell'autorità di Gesù. Il racconto presenta in sinagoga una persona con uno spirito impuro, cioè con uno spirito che separa da Dio. Anche se sono stati compiuti tutti i riti di purificazione, previsti prima di accedere al rito sinagogale, non significa che le persone siano completamente disponibili per l'opera di Dio. La venuta di Gesù smaschera ogni potenza demoniaca e causa la sua disfatta: "Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci?". Gesù, con la parola fa tacere lo spirito impuro, lo caccia da quell'uomo e rende la persona libera e disponibile a camminare sulla strada di Dio impegnando tutte le sue risorse. La pericope si chiude riproponendo lo stupore dei presenti nella sinagoga ("Che è mai questo? Un insegnamento nuovo dato con autorità") e registrando la fama di Gesù che andava diffondendosi nella regione.
Gesù è la novità più grande che entra nella storia dell'umanità. Egli è l'unico uomo che ha la stessa autorità di Dio. Infatti la forza del suo insegnamento scaturisce dalla sua stessa persona. Egli smaschera anche il male presente, a volte in modo nascosto, nei membri della comunità. Le persone liberate possono così andare verso Dio guidate da Gesù Cristo, attivando tutte le loro risorse umane.
Collegamento fra le lettureIl tema della vita orientata verso Dio e da lui illuminata e sostenuta dà unità alle letture domenicali. Nella prima lettura si presenta l'identità del profeta. Egli proclama la parola di Dio e dice soltanto quanto lui gli comanda. Nessuno può attribuirsi da sé questo servizio nella comunità. Chi lo fa è punito duramente: "quel profeta dovrà morire".
Quando il profeta parla il popolo ha l'obbligo di ascoltarlo: "a lui darete ascolto". La parola del profeta, dunque, porta il popolo a vivere una sempre più profonda comunione con Dio. Anche il ministero di Gesù, presentato da Marco, attraverso il suo insegnamento, vuole condurre le persone a piena comunione con Dio. Per questo le libera da tutti gli ostacoli o impedimenti che frenano tale itinerario.
La seconda lettura invita i credenti a non essere troppo coinvolti dalle realtà del mondo, anche da quelle più belle e nobili. Queste, se diventano lo scopo dell'esistenza, producono molte ansie. Paolo invita i coniugi a vivere "senza preoccupazioni" e per arrivare a questo obiettivo richiama la necessità di vivere restando fedeli "al Signore senza deviazioni".
La vita(per continuare il lavoro nella riflessione personale)
Cerchiamo ora di interagire col testo del vangelo e chiediamoci :
- Quale parte del vangelo letto (in tutta la sua ampiezza) e commentato mi ha colpito di più e perché?
- Che cosa devo cambiare nella mia vita personale per essere in sintonia con quanto il vangelo ci comunica? Individuare almeno un punto su cui lavorare.
- Nella mia vita sociale (famiglia, lavoro, relazioni, parrocchia) c'è un contributo che io posso dare, per diffondere il vangelo o per realizzarlo, che mi è stato ispirato dal vangelo letto e meditato?
(scegliere un impegno da vivere nella settimana)
LETTURA - COMMENTO - VITA
Unità Pastorale Madonna della Salute
Goito 24 gennaio 2021–III Domenica del Tempo Ordinario
Convertitevi, cioè credete e seguitemiGiona 3,1-5.10 • Salmo 24 •1Corinzi 7,29-31 • Marco 1,14-20
LetturaCon il brano odierno entriamo nella prima grande sezione del vangelo di Marco (1,14-3,6) dove l'evangelista presenta il vangelo annunciato da Gesù in Galilea e le conseguenze da esso suscitate.
Marco 1,14-20 14 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15 e diceva: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo".16 Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 17 Gesù disse loro: "Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini". 18 E subito lasciarono le reti e lo seguirono. 19 Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. 20 E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.CommentoIl testo comprende un sommario d'introduzione a tutta la sezione (vv.14-15) e due racconti uguali di chiamata al discepolato (vv.16-20). La narrazione si apre annunciando che Giovanni viene "arrestato-consegnato". L'evangelista, scegliendo questo verbo, segna così subito il destino del primo predicatore, rimanda agli inizi dell'insegnamento di Gesù e alle sue vicende future, qui chiaramente anticipate nella figura del Battista consegnato per la morte. Il contenuto del "vangelo di Dio" proclamato da Gesù (v.15) viene indicato in quattro brevissime frasi. La prima, "il tempo è compiuto", dichiara ormai giunto il tempo opportuno della salvezza da sempre atteso da Israele. La seconda, "e il regno di Dio è vicino", spiega la precedente e dà la ragione del tempo definitivo. Il tempo della salvezza è arrivato, perché Dio è all'opera direttamente per mezzo di Gesù e tramite lui entra gradualmente nella storia dell'umanità. Con la terza, "convertitevi", è indicata la richiesta di un completo cambiamento di mentalità, come già aveva chiesto il Battista. La quarta, "e credete al vangelo", diventa la spiegazione di che cosa sia la conversione richiesta da Gesù: "convertirsi, cioè credere al vangelo". Ci si converte quando ci si fida dell'annuncio che la predicazione di Gesù propone e si cerca di metterlo in pratica, pur con tutti i nostri limiti e le nostre carenze. La chiamata delle due coppie di fratelli (vv.16-19) diventa un esempio concreto di cosa significhi convertirsi e credere al vangelo proclamato da Gesù. Nei versetti 16-20 sono indicate le caratteristiche fondamentali che deve educare in sé un discepolo. Prima di tutto è necessario che si lasci guardare da Gesù, cioè lasciarsi amare da lui. Poi i chiamati non sono degli esperti, ma delle brave persone dedite con passione al loro lavoro. I discepoli vivono anche la fraternità come dimensione essenziale della loro vita e della sequela di Cristo. Essi seguono Gesù con perseveranza e si fidano delle sue parole e da esse ricevono stimoli per vivere diversamente i rapporti col loro ambiente abituale. Proprio andando con lui, seguendo le sue parole e collocando il Signore all'apice della loro vita e da lui trarre ogni ispirazione, diventano a loro volta "pescatori di uomini", cioè strumenti di salvezza, annunciatori di vangelo per gli uomini.
Iniziando la missione, Gesù dà subito le coordinate del suo ministero, tracciandole sullo sfondo della passione-morte-resurrezione, anticipate da Giovanni Battista. Presenta anche le caratteristiche che definiscono il discepolo. Per mezzo di Gesù, Dio si fa vicino all'umanità chiedendo conversione, che vuol dire accogliere con fede la parola di Gesù e seguirlo. Questo rende possibile il cambiamento concreto dello stile di vita delle persone che, per tale ragione, diventano a loro volta capaci di proclamare la buona notizia.
Collegamento fra le lettureIl tema unificante le tre letture potrebbe essere identificato nel tempo come luogo e spazio di salvezza, in quanto in esso Dio si manifesta e l'uomo ha la possibilità di incontrarsi con lui. Nella prima lettura, per mezzo del profeta Giona, è presentato l'intervento di Dio che, pur con una certa fatica da parte degli uomini, riesce ad essere riconosciuto e accolto: "Fu rivolta a Giona questa parola del Signore" e "Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava...". Il vangelo presenta l'opera potente di Dio che nel tempo si manifesta per mezzo di Gesù: "Il tempo è compiuto..." e i discepoli sono chiamati a continuare nel tempo l'opera iniziata da Gesù. Chi accoglie il vangelo di Gesù partecipa subito, quasi senza difficoltà, al "regno di Dio". L'apostolo Paolo nella seconda lettura, ricollegandosi col tempo della salvezza che è incalzante, in quanto "ormai si è fatto breve", richiama le azioni pratiche ed concrete, segno nel cristiano del suo incontro con Dio, che irrompe nella storia per mezzo del vangelo proclamato da Gesù.
La vita(per continuare il lavoro nella riflessione personale)
Cerchiamo ora di interagire col testo del vangelo e chiediamoci :
- Quale parte del vangelo letto (in tutta la sua ampiezza) e commentato mi ha colpito di più e perché?
- Che cosa devo cambiare nella mia vita personale per essere in sintonia con quanto il vangelo ci comunica? Individuare almeno un punto su cui lavorare.
- Nella mia vita sociale (famiglia, lavoro, relazioni, parrocchia) c'è un contributo che io posso dare, per diffondere il vangelo o per realizzarlo, che mi è stato ispirato dal vangelo letto e meditato?
(scegliere un impegno da vivere nella settimana)