LETTURA - COMMENTO - VITA
Unità Pastorale Mincio
Goito 8 marzo 2020 II domenica di Quaresima
Lettura
Dopo il tredicesimo capitolo, in cui Gesù attraverso parabole parla del regno dei cieli, seguono altri due dove l'evangelista ha raccolto episodi di conflitto e di rivelazione. I conflitti sono con gli abitanti di Nazaret o con altri connazionali, nei confronti dei quali Gesù contesta il modo di applicare la legge. Attraverso miracoli egli si manifesta sempre più alle genti, per poi arrivare a parlare direttamente e personalmente con i discepoli. Infatti, dopo aver chiesto ad essi, ed in particolare a Pietro, di professare la fede, nel famoso dialogo avvenuto a Cesarea di Filippo, Gesù fa conoscere ai discepoli che egli dovrà morire e che anch'essi nella vita porteranno la croce dietro a lui.
Mt 17, 1Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 2E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 3Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: "Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia". 5Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: "Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo". 6All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: "Alzatevi e non temete". 8Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. 9Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: "Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti".
Commento
Il brano del vangelo della seconda domenica di quaresima è abitualmente chiamato "vangelo della trasfigurazione". Questa, di fatto, costituisce soltanto uno degli aspetti in cui si articola il racconto di Matteo. Il primo versetto funge da introduzione. Qui l'evangelista colloca geograficamente la scena - "in disparte, su un alto monte" - e presenta i personaggi. Gesù è il protagonista. Egli, prendendo l'iniziativa, porta "con sé Pietro, Giacomo e Giovanni", tre dei suoi discepoli. La vicenda sul monte si snoda in tre sequenze. Nella prima troviamo presentata la trasfigurazione di Gesù, attraverso la quale egli cambia radicalmente il suo volto ed anche le vesti, e l'apparizione di Mosé ed Elia, che si intrattengono amabilmente con lui. Alla scena assistono direttamente i discepoli, perché tutto avviene "davanti a loro". La seconda si apre con le parole di Pietro rivolte a Gesù. Egli, che desidera prolungare quell'esperienza, perché era per loro bello stare sul monte, propone la costruzione di tre capanne per i personaggi celesti, affinché la loro presenza potesse perdurare. Segue poi una nuova apparizione: "una nube luminosa li coprì con la sua ombra". La nube, nella tradizione biblica, è il segno concreto della presenza di Dio. È Dio Padre, quindi, che in quel momento si fa presente sul monte e la voce udita ne è la conferma. Le parole pronunciate da Dio riguardano Gesù, il quale non è come Mosé ed Elia, anche se si colloca in quella scia luminosa. Gesùè proclamato "Figlio amato", voluto e scelto dal Padre per rivelare e realizzare la salvezza definitiva degli uomini. Per questo occorre ascoltarlo. La sequenza si chiude riportando l'attenzione sui discepoli che, "presi da grande timore cadono con la faccia a terra", in quanto non riescono a reggere davanti al mistero di Dio che si rivela. Nell'ultima sequenza Gesù prende nuovamente l'iniziativa e, coerentemente con la missione ricevuta dal Padre, si avvicina ai discepoli, li tocca, risollevandoli dalla prostrazione in cui erano caduti, e con le sue parole li invita a non aver paura. I discepoli, infatti, d'ora in poi vedranno solo Gesù e solo lui potrà far giungere fino a loro la salvezza, dono del Padre. La conclusione del brano presenta il gruppetto che scende dal monte e le consegne date da Gesù ai suoi: "non parlate a nessuno di questa visione ...". Infatti, soltanto dopo la resurrezione di Gesù essi avranno piena consapevolezza del dono ricevuto e dell'esperienza fatta; allora saranno anche in grado di parlare in modo significativo, cioè essere testimoni.
Concludendo si può dire che ai discepoli, chiamati a seguire il maestro da vicino condividendo anche la croce, affinché non si perdano d'animo, Gesù concede ad alcuni di viver la forte esperienza sul monte. In quel luogo egli non solo è presentato continuazione e compimento della storia della salvezza, ma, attraverso la parole del Padre, è indicato come l'unico che possa risollevare i suoi, dar loro coraggio, interpretare le parole del Padre e rendere partecipe della salvezza. Questa sarà sperimentata pienamente soltanto con la resurrezione di Gesù e dei discepoli, di cui la vicenda sul monte è un anticipo. Nel frattempo Gesù continua a camminare amorevolmente con i suoi per i sentieri del mondo e del tempo.
La vita
Cerchiamo ora di interagire col testo del vangelo e chiediamoci:
- Quale parte del vangelo letto e commentato mi ha colpito di più e perché?
- Che cosa devo cambiare nella mia vita personale per essere in sintonia con quanto il vangelo ci comunica? Individuare almeno un punto su cui lavorare.
- Nella mia vita sociale (famiglia, lavoro, relazioni, parrocchia) c'è un contributo che io posso dare,per diffondere il vangelo o per realizzarlo, che mi è stato ispirato dal vangelo letto e meditato?
(scegliere un impegno da vivere nella settimana)
DOMENICA 22 MARZO 2020
Carissimi amiche ed amici,
siamo alla quarta domenica senza la celebrazione eucaristica! La situazione ci amareggia, ma non dobbiamo perdere la speranza perché Dio ci ama ed è sempre al nostro fianco. Certo tutto questo è una forma penitenziale che mai avremmo pensato di vivere. Perseveriamo in questo cammino con lo sguardo fisso su Gesù, sapendo che lui ci farà vedere il senso di tutto questo quando vorrà.
Con questa certezza, come le domeniche scorse, viviamo intensamente la nostra fede attraverso la preghiera personale e in famiglia. Saremo tutti in comunione gli uni con gli altri quando, alle ore 10, noi sacerdoti celebreremo in chiesa la santa Messa. Anche tutti voi, delle diverse parrocchie della nostra Unità Pastorale,sarete con noi e vi portiamo dal Signore Gesù morto e risorto, che rinnova il dono del suo amore nel memoriale eucaristico, oltre che nel nostro cuore. L'incontro col Signore, pur nelle difficoltà ci deve dare tanta speranza e voglia di vivere con lui.
Anche in questa domenica, ho pensato di condividere con voi alcune riflessioni suggeritemi dalle letture della IV domenica di Quaresima. Il testo del primo libro di Samuele afferma che Dio non guarda l'aspetto delle persone, il loro "look", ne la loro prestanza fisica (molto curata oggi nella nostra cultura), ne l'apparenza che uno ha (l'immagine che uno ha così decisiva nella nostra società). Dio guarda il cuore, cioè quella parte della persona dove vengono effettuate le scelte fondamentali della vita, dove si decide chi seguire, che valori porre al centro, che esperienze privilegiare, questo anche in ogni momento dell'esistenza. Il cuore (cioè la vita) se è pieno di Spirito Santo è guidato da lui e realizza scelte giuste, altrimenti siamo condotti dall'egoismo, dalla superbia, dagli interessi di parte e tutto questo non è evangelico. Solo Gesù può trasformare il nostro cuore di pietra, egoista e chiuso, in cuore di carne capace di amare e di aprirsi al Signore, perché guidato ed illuminato dallo Spirto.
Noi di fatto siamo di fondo tutti ciechi dalla nascita, come il personaggio del vangelo di Giovanni di questa domenica, perché vediamo solo noi stessi, i nostri interessi ed i nostri bisogni. Se stiamo con Gesù, anche in questo deserto della quarantena, dando spazio alla preghiera, alla lettura della Bibbia, alla Comunione Eucaristica (ora vissuta spiritualmente) saremo liberati dalla nostra cecità. Allora faremo Pasqua. La Pasqua non sono i riti, le tradizioni, le manifestazioni popolari, è prima di tutto Gesù Cristo morto e risorto che porta tutti, anche noi, a partecipare alla sua vittoria. Come sono preziosi questi giorni che ci permettono di pensare, di riflette e di pregare. Approfittiamone!
Sgombriamo subito il campo da discorsi che si sentono circolare anche in questi giorni, forse anche da uomini religiosi. Il cov19 (coronavirus) non è una punizione di Dio. No assolutamente non dobbiamo percorrere questa pista. Le vicissitudini della vita, anche quelle più dolorose non sono volute da Dio, ma sempre sono causate o dalla fragilità della nostra natura umana, che non è eterna, o sono conseguenze di scelte peccaminose fatte dall'uomo. Dio vuole salvarci, Dio è padre, Dio ha mandato suo Figlio e ci ha donato lo Spirito per vivere in comunione con lui qui ora e per sempre nell'eternità. Gesù ci ha fatto conoscere non un Dio punitore o tiranno, ma un Dio che è amore per l'umanità.
Fidiamoci di Gesù! Lasciamo che lui spalmi sulla nostra vita il balsamo della sua Parola. Immergiamoci nell'acqua sanante della sua misericordia, che si realizza col sacramento della Riconciliazione. Ora non possiamo celebrare questo sacramento, ma possiamo desiderare intensamente il perdono di Dio e lui ce lo concede realmente, in questo momento difficile per tutti. Poi quando potremo celebreremo il sacramento della Riconciliazione. Cerchiamo di non essere come i farisei che non si fidavano di Gesù.
In questa domenica di Quaresima, consapevoli di essere ciechi, chiediamo a Gesù di vedere. Di vedere le nostre miserie ed i nostri peccati. Di vedere l'amore misericordioso di Dio padre manifestatosi in Gesù. Di vedere la bontà, la solidarietà, la misericordia che sono presenti nel mondo per opera dello Spirito Santo.
Maria, che veneriamo col titolo di Madonna della salute, interceda per noi e ci faccia essere sempre amici del suo figlio Gesù.
Buona domenica don Marco
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LETTURA - COMMENTO - VITA
Unità Pastorale Mincio
Goito 22 marzo 2020 IV domenica di Quaresima
Lettura
Anche il testo del vangelo di questa domenica, detto del cieco nato,(Gv 9, 1-41)si colloca nel "Libro dei segni". L'evangelista presenta Gesù che si rivela al popolo come inviato del Padre. In questa parte del vangelo di Giovanni hanno un posto determinante le feste giudaiche. La guarigione del cieco dalla nascita avviene a Gerusalemme durante la festa autunnale delle capanne o dei tabernacoli, in cui si festeggia per i raccolti di fine estate, facendo memoria del permanere degli israeliti sotto le tende nel deserto per quarant'anni.
Gv 9, 1-41. In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».
Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va' a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa "Inviato". Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: "Va' a Sìloe e làvati!". Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov'è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c'era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l'età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l'età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l'ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell'uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell'uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane».
Commento.
Nei primi cinque versetti l'evangelista presenta la vicenda che riguarda Gesù, un uomo ceco dalla nascita ed i discepoli. Partendo da una loro domanda, che sottolinea il problema del rapporto esistente tra peccato e malattia fisica, Gesù risponde affermando che la cecità non è conseguenza di qualche peccato commesso. Essa è una delle tante situazioni nelle quali si evidenzia il limite umano creaturale. Nel nostro caso, attraverso l'opera di Gesù, è messo in risalto l'azione benefica di Dio creatore. É così delineato il significato del segno che Gesù sta per compiere; è un esempio della luce che viene nelle tenebre: "finché sono nel mondo sono la luce del mondo". Nei vv. 6-7 troviamo la sobria narrazione del miracolo. Gesù, come un terapeuta, applica del fango sugli occhi del cieco, comunicando così al poveretto la certezza che la sua condizione è presa in seria considerazione. Poi lo invia a lavarsi nella piscina di Siloe, che si trova ai piedi della collina su cui sorge Gerusalemme, a sudovest di essa. Questo fatto si collega ad altre guarigioni famose narrate dalla Bibbia. Pensiamo per esempio a Naaman il siro, che è guarito dalla lebbra dopo essersi immerso nel Giordano, su consiglio del profeta Eliseo (cf 2 Re 5, 10-14). Così anche il nostro cieco, immersosi nella piscina, guarisce dalla cecità fisica attraverso l'opera di Gesù, l'inviato di Dio. Da questo momento inizia una serie di confronti- inchieste (vv. 8-34) tra alcuni gruppi di persone e l'uomo guarito. Dapprima è interrogato dai curiosi, che vogliono sapere e conoscere tutti i particolari dell'avvenimento per avere l'esclusiva della notizia. A costoro l'uomo sa dire soltanto che egli è guarito attraverso l'opera di un uomo di nome Gesù. Poi viene esaminato dai farisei, che contestano la guarigione avvenuta di sabato. In questo giorno, infatti, non è permesso alcun lavoro ed impastare del fango è proibito. Essi consultano anche i genitori dell'uomo guarito, per avere ulteriori spiegazioni. Di fronte all'insistenza dei farisei e alle loro contestazioni l'uomo afferma, partendo dall'esperienza fatta, che Gesù è Dio: "Da che mondo e mondo, non s'è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non fosse Dio, non avrebbe potuto far nulla". Infine (vv. 35-41) Gesù incontra nuovamente il cieco guarito. A costui si rivela e si manifesta nella sua identità di "Figlio dell'uomo". L'uomo guarito è desideroso di credere in lui e afferma, prostrandosi: "Io credo, Signore". Ora la guarigione è completa. Ha ricevuto la vista fisica ed ora vede anche con la fede che Gesù è il Signore, il Figlio di Dio. Nello stesso tempo l'evangelista presenta i farisei che si fissano inesorabilmente nella loro cecità. Così diventano vere le parole dette da Gesù: "sono venuto... perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi".
Concludendo, di può dire che Dio Padre, per mezzo di Gesù, è sempre vicino a coloro che soffrono a causa dei limiti della natura umana. Chi incontra Gesù e si lascia curare da lui arriva sicuramente ad uscire dal buio fisico per raggiungere anche la luce della fede. In questo cammino si incontrano pure molte difficoltà che vengono dall'esterno: il giudizio degli altri, le tradizioni, i condizionamenti familiari o dei gruppi di appartenenza, le nostre attività. Se si persevera nello stare con Gesù Cristo, ascoltando la sua parola ed eseguendo le sue indicazioni, ogni difficoltà si ridimensiona e si procede nell'itinerario di fede.
La vita
Cerchiamo ora di interagire col testo del vangelo e chiediamoci:
- Quale parte del vangelo letto e commentato mi ha colpito di più e perché?
- Che cosa devo cambiare nella mia vita personale per essere in sintonia con quanto il vangelo ci comunica? Individuare almeno un punto su cui lavorare.
- Nella mia vita sociale (famiglia, lavoro, relazioni, parrocchia) c'è un contributo che io posso dare,per diffondere il vangelo o per realizzarlo, che mi è stato ispirato dal vangelo letto e meditato?
(scegliere un impegno da vivere nella settimana)
Le Lectio delle domeniche precedenti vengono salvate nella sezione: Calendario - Archivio
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DOMENICA 15 MARZO 2020
Carissimi amiche ed amici,
ormai siamo alla terza domenica senza la celebrazione eucaristica. La situazione ci rattrista, ma non dobbiamo perdere la speranza.
In questo momento ciascuno di noi o insieme possiamo assumere due atteggiamenti completamente opposti tra di loro: disperarci o ricercare il senso di ciò che sta accadendo.
Se dentro di noi prevale la disperazione è indice che siamo noi al centro e che ci sembra di perdere tutto e quindi perdere noi stessi. Questo non deve accadere tra di noi.
Infatti siamo cristiani, discepoli di Gesù e quindi siamo invitati a cercare il senso di tutto ciò che stiamo vivendo. Esso possiamo trovarlo andando anche noi, come la Samaritana, al pozzo dell'acqua viva che Gesù ci dona.
Noi oggi, un po' come il popolo d'Israele nel deserto presentato nella prima lettura, ci lamentiamo, brontoliamo contro tutto e tutti, perché la situazione sembra sfuggirci di mano e non riusciamo più a controllarla. La scienza e la tecnologia, anche se avanzatissime, sembrano inutili. Quindi anche noi nel deserto di questi giorni ce la prendiamo con Dio, perché abbiamo la sensazione che ci abbia abbandonato. Tale pensiero non è veritiero perché, come dice san Paolo scrivendo ai romani nella seconda lettura, per mezzo di Gesù Cristo che è morto per noi e nello Spirito Santo l'amore di Dio è stato riversato in noi e resta sempre nella nostra vita. Siamo invitati in questa domenica a rinnovare personalmente ed insieme la nostra fede, cioè a fidarci di Dio e ad essere certi che non ci abbandona mai.
Tale fiducia è sostenuta ed alimentata in noi, se come la Samaritana, incontriamo veramente Gesù e gli chiediamo "l'acqua viva" che solo lui sa dare e che è il dono più grande di Dio per noi oggi.
L'acqua fresca che ci dona Gesù sono le sue parole e la sua stessa vita. Essa, se l'accogliamo, prima di tutto, come alla Samaritana, smaschera e mette a nudo la nostra esistenza, facendoci capire dove stiamo andando, che tipo di scelte realizziamo e che cosa di sbagliato stiamo vivendo. Solo Gesù può fare questo e nessun altro. Siamo disposti a lasciarci cambiare e a convertirci?
In secondo luogo ci chiama a rinnovare la nostra vita spirituale, che non può limitarsi soltanto al culto, al tempio, all'esteriorità. La vita spirituale è l'adesione appassionata, gioiosa e perseverante a Gesù Cristo. Stiamo camminando così con Gesù, oppure siamo stanchi, demotivati, delusi e quindi non siamo d'esempio a nessuno?
In terzo luogo siamo invitati ad essere persone che fanno conoscere veramente Gesù agli altri, con la vita e la parola, cercando di coltivare l'umiltà per non collocarci al centro, ma diventando veri portatori di Gesù. Come è la nostra sensibilità all'annuncio del vangelo in famiglia, coi colleghi e gli amici? Preferiamo delegare ad altri o ci impegniamo in prima persona? In che modo?
È Gesù Cristo il nostro salvatore, non le nostre iniziative, le nostre attività, le nostre strategie, le nostre istituzioni. Anche se sono belle, efficienti, moderne, coinvolgenti esse possono correre il rischio di non avere dentro Gesù. Pensiamoci!
Il Signore Gesù ci ricolmi sempre dei suoi doni per dare senso a tutto ciò che viviamo, per essere come la Samaritana capaci di conversione vera e di testimoniare autenticamente il Risorto unico nostro bene e salvatore.
Buona domenica don Marco
Carissimi amiche e amici tutti.
La situazione attuale ci rattrista molto perché non possiamo incontrarci e vivere comunitariamente la nostra fede ed il nostro essere chiesa del Signore.
Ciò però non ci impedisce di percorrere personalmente ed in famiglia il nostro cammino di cristiani. Noi crediamo nella forza della preghiera e della comunione fraterna, al di là del vederci e dell'incontrarci personalmente. Noi ogni giorno preghiamo per voi e vi sentiamo in comunione con noi attraverso la vostra preghiera. Sicuramente il Signore Gesù morto e risorto, continua a ricolmarci di grazie e di benedizioni nonostante la situazione strana e anomala che stiamo vivendo.
In riferimento alle norme civili e sanitarie, alle quali la comunità cristiana ha aderito per senso civico e per limitare il contagio, continua la sospensione delle celebrazioni liturgiche e di ogni appuntamento pastorale. Ci sembra però importante ricordare alcuni aspetti e porli all'attenzione di tutti:
1. la nostra fede continua ad essere viva ed alimentata con la preghiera personale e familiare attraverso la lettura della Scrittura e la preghiera del s. Rosario, se possiamo troviamo ogni giorno uno spazio dedicato;
2.
sabato e domenica, per evitare che qualcuno abbia ammende giudiziarie,
l'Adorazione del Santissimo è sospesa, in quanto potrebbe essere ritenuta una attività non essenziale dalle forze dell'ordine. Se uno viene in paese per altri motivi può passare per la chiesa e pregare;
3. cerchiamo di rimanere in comunione con la chiesa diocesana, seguendo la celebrazione del vescovo domenica 15 marzo, trasmessa sul sito della diocesi, canale Youtube, alle ore 9.30 e vivendo in comunione con le nostre parrocchie domenica 15 marzo alle ore 18, quando i sacerdoti celebreranno la santa messa per tutti a Goito a porte chiuse. La comunione con la comunità parrocchiale sarà più forte se in quell'occasione, nelle nostre case, riflettiamo sulle letture della domenica (sul sito trovate un commento al vangelo);
4. anche se non ci incontriamo fisicamente il Signore risorto è con noi e ci sostiene, ci guida e ci fa crescere alla sua sequela. Questa è la nostra quaresima e la forma penitenziale, che siamo chiamati a vivere in questo anno con fede e con tanta speranza in un avvenire migliore, senza rattristarci e con tanto senso civico.
In comunione di fede e di fraternità auguriamo buona domenica e buona quaresimaa tutti
Don Marco, Don Alessandro, Don Jonathan, Claudio diacono, sr Iride, sr Felicita, sr Atanasia, sr Annamaria.
Goito, 13 marzo2020
"Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto cielo e terra"Messaggio dei Vescovi lombardi al popolo di Dio - Milano 6 marzo 2020
Ecco il testo del comunicato stampa dei vescovi lombardi
I Vescovi della Lombardia, in comunione con i Vescovi del Veneto e dell'Emilia-Romagna, a seguito del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, confermano che nelle loro Diocesi per la domenica 8 marzo e per i giorni feriali successivi e fino a nuova comunicazione è sospesa l'Eucarestia con la presenza dei fedeli, mentre i Vescovi e i sacerdoti celebreranno senza il popolo.
La decisione, assunta in accordo con la Conferenza Episcopale Italiana, si è resa necessaria dopo l'entrata in vigore del nuovo decreto del Consiglio dei Ministri con il quale si vuol definire il quadro degli interventi per arginare il rischio del contagio del "coronavirus" ed evitare il sovraccarico del sistema sanitario.
La situazione di disagio e di sofferenza del Paese è anche la sofferenza di tutta la Chiesa. Per questo motivo, noi Vescovi, invitiamo i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i laici a continuare a tessere con passione i rapporti con la Comunità Civile e ad assicurare la vicinanza nella preghiera a tutti coloro che sono colpiti.
I medici, gli operatori sanitari e quanti avvertono con crescente preoccupazione le pesanti conseguenze di questa crisi sul piano lavorativo ed economico si sentano custoditi dalla nostra preghiera quotidiana e dall'Eucaristia che i Vescovi e i sacerdoti ogni giorno celebrano in comunione spirituale con le proprie comunità e a sostegno dei malati e di chi se ne prende cura.
La mancanza della celebrazione eucaristica comunitaria deve portarci a riscoprire momenti di preghiera in famiglia – genitori e figli insieme –, la meditazione della Parola di Dio di ogni giorno, gesti di carità e rinvigorire affetti e relazioni che la vita quotidiana di solito rende meno intensi.
Ci aiuta, in questo caso, il rito ambrosiano nel quale in ogni venerdì di quaresima vi è il digiuno eucaristico. Questo digiuno può suggerire a tutti i fedeli di riscattare dall'abitudinarietà la partecipazione alla Messa per desiderare di più l'incontro con il Signore nella stessa Eucarestia.
Resta fermo il fatto che le porte delle chiese rimarranno aperte durante il giorno per consentire la preghiera personale e l'incontro con i sacerdoti che, generosamente, donano la loro disponibilità per un sostegno spirituale che a tutti consenta di sperimentare che "il nostro aiuto viene dal Signore". Infine, tenendo conto delle disposizioni ministeriali circa la chiusura delle scuole, per quanto riguarda i nostri oratori, sentito il parere degli organismi pastorali preposti, confermiamo la sospensione delle attività fino al 15 marzo compreso e la chiusura degli spazi aperti al pubblico.
Su tutti invochiamo di cuore la benedizione del Signore.
+ Mario E. Delpini – Arcivescovo di Milano
+ Francesco Beschi – Vescovo di Bergamo
+ Marco Busca – Vescovo di Mantova
+ Oscar Cantoni – Vescovo di Como
+ Maurizio Gervasoni – Vescovo di Vigevano
+ Daniele Gianotti – Vescovo di Crema
+ Maurizio Malvestiti – Vescovo di Lodi
+ Antonio Napolioni – Vescovo di Cremona
+ Corrado Sanguineti – Vescovo di Pavia
+ Pierantonio Tremolada – Vescovo di Brescia
Il rinvio è reso necessario dalle norme emanate dal Governo per la salute di tutti
Seguendo le disposizioni governative e delle conferenze regionali e nazionali dei Vescovi italiani, in accordo con il Vescovo Marco e il Vicario generale, sono rinviati tutti gli eventi diocesani fino al 3 aprile (Assemblea del Clero, 24 ore per il Signore, stazioni quaresimali, raduni dei cresimandi…etc.). Come comunità cristiane “sfruttiamo” tutti gli strumenti che abbiamo (social, YouTube, videochiamate, etc.) perché si manifesti la vicinanza ai nostri fedeli e non si lasci cadere nemmeno un’opportunità per mostrare l’affetto reciproco e la preghiera gli uni per gli altri, segno della cura di Dio per ognuna delle sue creature. Don Gianni Grandi - Vicario per la Pastorale
Lunedì 4 novembre i ragazzi che domenica 10 novembre riceveranno il Sacramento dell'Eucarestia, si sono ritrovati per un'attività promossa dalla parrocchia in collaborazione con il comune di Goito.
Ogni anno in occasione del giorno della Prima Comunione i ragazzi ricevono in dono la Bibbia.
Quest'anno la parrocchia ha proposto ai ragazzi di essere loro stessi dono per l'umanità collaborando alla piantumazione di alberi di acero, ciliegio selvatico e carpino, alberi cioè autoctoni, seguendo così l'invito di Papa Francesco ad essere promotori e custodi del Creato che Dio ci ha donato.
I ragazzi di Goito con don Marco, suor Annamaria, le catechiste e alcuni genitori si sono recati nel parco adiacente la chiesa di Torre , dove erano state preparate delle buche e hanno messo a dimora le piantine che portavano l’etichetta con il loro nome. Non avendo palette o badili hanno usato le mani per coprire le radici delle piante. Al termine, soddisfatti del loro lavoro, hanno promesso di prendersi cura di queste piante e di seguire la crescita dell’albero loro affidato.
La stessa attività è stata fatta anche dai ragazzi della prima comunione di Cerlongo.
Ancora una volta il Mistero dell'Eucarestia unisce le persone della nostra comunità affinchè si rendano sempre più responsabili del proprio territorio e del bene comune.
GOITO
Castrovillari Rosario rap. "Angeli custodi"
Greggio Stefano nomina del parroco
Malgarini Daniela rap. gr. liturgico
Milani Matteo eletto dall'assemblea
Sai Elena eletto dall'assemblea
Tosi Simone eletto dall'assemblea
Viesi Roberta rap. CPAE
Villagrossi Martina rap. giovani
CERLONGO
Berta Emanuela eletto dall'assemblea
Cerini Luciano nomina del parroco
Maddalena Anna Maria eletto dall'assemblea
SOLAROLO
Geminiani Arianna rap. Catechisti di UP
Saroti Vittorio eletto dall'assemblea
Varini Alberto nomina del parroco
VASTO
Consadori Giuseppe eletto dall'assemblea
Dalla Ba Silvana rap. Caritas UP
DON MARCO MANI priore-parroco
DON ALESSANDRO FRANZONI vice parroco
DON JONATHAN GUICCIARDI vice parroco
DON FAUSTO GAVIOLI collaboratore
CLAUDIO BALASINA diacono
DON MARCO SBRAVATI
SUOR IRIDE
SUOR ATANASIA
SUOR ANNAMARIA
SUOR CECILE
SUOR FLORA
Consiglio Pastorale Parrocchiale Unitario12 giugno 2024Presenti: don Marco Sbravati, Claudio Balasina, Suor Atanasia, Suor Flora, Suor Irene, Greggio Stefano, Malgarini Daniela, Sai Elena, Milani Matteo, Viesi Roberta, Sartori Vittorio, Consadori Giuseppe, Tosi Simone, Berta Emanuela, Varini Alberto, coniugi Negri.
Presiede il priore-parroco don Marco Mani.
Alle ore 20:45 di mercoledì 12 giugno, nel teatro dell'oratorio di Goito, si riunisce il Consiglio Pastorale Parrocchiale Unitario per discutere i seguenti punti all'Ordine del Giorno:
1- Preghiera
2- Approvazione del verbale precedente
3- Presentazione e lettura della lettera del Vescovo
4- Dibattito e conclusioni da comunicare al Vescovo
1- PreghieraDon Marco M. introduce la seduta del Consiglio Pastorale con il canto Vieni, Spirito Dio, la lettura e il commento di una pagina degli Atti degli Apostoli sulla nostra missione e vita comunitaria.
2- Approvazione del verbale precedenteViene approvato all'unanimità il verbale della seduta precedente pubblicato sul sito dell'UP.
3- Presentazione e lettura della lettera del VescovoDon Marco M. inizia sintetizzando la lettera del Vescovo del 2 giugno nei nove punti seguenti e sottolineando:
1- il fattore formativo per una partecipazione attiva più diffusa dei laici;
2- il superamento dello status quo: il Vescovo invita a prendere in considerazione la comunità nel suo insieme;
3- i gruppi ministeriali: in ogni parrocchia ci sono laici preparati a diventare referenti delle varie comunità. Attualmente è in atto una formazione, ma non tutti nelle comunità conoscono i referenti di formazione, liturgia, tempo libero e carità;
4- la corresponsabilità nel sentirsi coinvolti e partecipi di tutta la vita di comunità pastorale. La equipe di comunione che ha preparato la visita pastorale e ha contribuito alla verifica dovrebbe essere un organismo che anima tutta la corresponsabilità;
5- la responsabilità amministrativa: l'amministrazione non è composta soltanto da bravi ragionieri, ma richiede anche affiancamento e sostegno nei problemi amministrativi delle parrocchie;
6- la pastorale familiare: il Vescovo ha la sensazione che i gruppi siano chiusi e non abbiano portata missionaria;
7- l'attenzione ai ragazzi: il Vescovo si aspetta maggiore collaborazione per un patto educativo con scuole e associazioni sportive che si occupano di educazione e formazione;
8- la liturgia, che prevede cura del canto, ministri della comunione, lettori. A questo proposito, don Marco M. anticipa che il 15 settembre saranno sospese tutte le SS. Messe perché nel pomeriggio avrà luogo un'assemblea sinodale con celebrazione della S. Messa e convivialità per favorire le relazioni;
9- gli spazi della ecclesialità: il Vescovo invita la comunità a interagire di più con la Diocesi e ad allargare i rapporti con le altre istituzioni.
In seguito don Marco sollecita i presenti a fare aggiunte o proposte concrete per potenziare uno dei punti sopraelencati.
Prende la parola Emanuela che condivide la propria impressione che i gruppi ministeriali sembrino chiusi perché non interagiscono tra di loro.
Don Marco S. risponde che si auspica che interagiscano, ma sottolinea che le persone che hanno iniziato il cammino nei vari ambiti hanno bisogno di tempo.
Don Marco M. coglie l'occasione per sottolineare la differenza tra accolito e catechista: l'accolito è colui che crea comunione, mentre il catechista è colui che forma e annuncia il Vangelo.
Interviene anche suor Flora che, in merito a liturgia delle ore e preghiera comunitaria, afferma come non sia scontato cosa fare davanti al Santissimo e riporta la stessa impressione del Vescovo che ci sia "paura di perdere qualcosa". Don Marco S. ritiene che sia da riproporre una scuola di preghiera.
Suor Irene ritiene che si debba partire dalla Pastorale Giovanile per aiutare a vivere l'UP affinché più persone siano coinvolte.
Emanuela coglie invece unitarietà e che il cammino dal punto di vista della liturgia è già cominciato. Per l'iniziazione cristiana e i gruppi famiglie avverte più fatica e propone la formazione di un gruppo famiglie pastorale, previa preparazione del percorso a rotazione.
Il signor Negri crede che il gruppo famiglie sia più importante a livello parrocchiale che pastorale, ma don Marco M. invita a distinguere tra amicizia nel gruppo e percorso evangelico.
Egli avverte la necessità di in percorso Caritas all'interno dell'UP. Claudio dichiara che i referenti della Caritas riescono a percepire le necessità di ogni parrocchia, ma devono comunicarlo agli altri poiché è importante muoversi insieme, non soli. A Cerlongo infatti manca un referente sebbene Claudio tenga i contatti con l'assistente sociale.
Don Marco M. propone che entro giugno ogni parrocchia comunichi due referenti della carità ed
Emanuela suggerisce di pensare alle emergenze solo per qualche giorno perché a Mantova la Caritas diocesana non ha più alloggi fino a luglio.
Don Marco M. ritiene che sarebbe opportuno che qualcuno che sente la chiamata per uno dei ministeri istituiti sia valorizzato.
La signora Negri lamenta che mancano sagrestane a Vasto.
Interviene Simone che informa che dall'8 al 22 settembre si terrà la Settimana della Chiesa Mantovana: si tratta di due/tre settimane per dare il tempo a tutte le UP di poter fissare un incontro formativo in una serata. Per ogni UP serviranno 4 o 5 persone di riferimento che attivino il tema: un processo della liturgia che dà forma alla comunità.
Don Marco S. propone di individuare una data compresa tra l'11 e il 27 settembre al termine delle esperienze estive e prima dell'inizio dell'attività pastorale.
Oltre a don Marco S., serviranno due referenti per preparare la serata.
Don Marco M. comunica che la Diocesi proporrà esercizi spirituali nella vita ordinaria dal 29 luglio al 3 agosto. Si tratta di esercizi di preghiera online della durata di un'ora circa al giorno con un tempo per la meditazione del Vescovo, un tempo di preghiera personale e un momento di confronto con la guida.
Don Marco S. annuncia infine che sabato 15 giugno alle ore 16 avrà luogo un'occasione di preghiera comunitaria che prevede l'opportunità di condividere cosa ha suscitato quest'anno, nuove proposte, lavori di gruppo, la presentazione dei referenti dei 4 ambiti affinché siano conosciuti e infine un momento conviviale.
Si conclude con la preghiera del Padre Nostro
Terminati gli argomenti, la seduta è tolta alle ore 22:30
Consiglio Pastorale Parrocchiale Unitario22 maggio 2024Presenti: don Marco Sbravati, Suor Atanasia, Suor Flora, Suor Irene, Consadori Giuseppe, Dalla Ba Silvana, Malgarini Daniela, Milani Matteo, Sai Elena, Saroti Vittorio, Viesi Roberta, Tosi Simone, Varini Alberto, Stefano Greggio, Claudio Balasina, coniugi Negri, Nicoletta Facconi, Vincenzo Greco, Loris Turati, Mery Eoli, Ada Gili, Simona Russo.
Presiede il priore-parroco Don Marco Mani.
Alle ore 20:30 di mercoledì 22 maggio, nel salone dell'oratorio di Goito, si riunisce il Consiglio Pastorale Parrocchiale per discutere i seguenti punti all'Ordine del Giorno:
1- Preghiera
2- Approvazione verbale incontro precedente
3- Pastorale della consolazione: i ministri straordinari della Comunione
4- Verifica del percorso pastorale dell'UP
5- Ripresa della visita pastorale che si realizzerà in ottobre
1- PreghieraLa seduta del Consiglio Pastorale viene introdotta dalla lettura degli Atti degli Apostoli sulla Pentecoste e dalla recita del Padre Nostro.
2- Approvazione verbale incontro precedenteViene approvato il verbale della seduta precedente condiviso da don Marco Mani.
3- Pastorale della consolazione: i ministri straordinari della ComunioneDon Marco M. comunica che sono due i referenti dei ministri straordinari della Comunione Eucaristica sr Flora e Vincenzo, il quale aggiunge che i ministri della Comunione in tutta l'UP sono dodici. Questo servizio è un aspetto della Pastorale della Consolazione.
Suor Flora informa che è stato preparato uno schema con tutte le persone che desiderano ricevere la Comunione.
Don Marco M. aggiunge che siamo tutti invitati a segnalare altre persone che hanno questo desiderio, anche se il ministero straordinario della Comunione non si limita qui. Per renderlo maggiormente visibile, i ministri straordinari della Comunione salgono a fianco dell'altare dopo aver ricevuto loro la Comunione, ricevono l'Ostia consacrata ed escono dall'assemblea prima del termine della S. Messa. In questo modo i ministri sono riconosciuti dalla comunità e tutta l'assemblea va idealmente con loro dagli anziani o ammalati che partecipano anche se a casa alla celebrazione eucaristica domenicale. In passato questo servizio era legato soltanto al sacerdote o alle suore, oggi in questo modo si cerca di creare maggiore comunione con chi è a casa. Poiché le famiglie che attraversano momenti dolorosi tendono a chiudersi e ad arroccarsi nella sofferenza, da cristiani dobbiamo essere vicini a queste famiglie sul territorio.
4- Verifica del percorso pastorale dell'UPDon Marco S. informa che in preparazione al ritorno della visita del Vescovo è necessario consolidare i referenti per i diversi ambiti. In concomitanza con la precedente visita e approvazione di S.E. Mons. Busca, abbiamo infatti iniziato a camminare in quattro ambiti: la formazione, che raccoglie i gruppi parrocchiali legati all'annuncio nelle varie fasce di età e la catechesi; la liturgia, con lettori, cori, volontari e ministri della comunione; la carità e oratorio e tempo libero. Per la carità mancano ancora alcuni referenti dalle comunità. In ogni ambito ci sono due referenti di ogni comunità che permettono di condividere con tutti gli altri appartenenti ai diversi ambiti.
Interviene Daniela che sostiene che ci sia ancora molto da fare nell'ambito dei lettori a Goito e del coro. Sente la necessità di una maggiore coordinazione per non trovarsi impreparati alle celebrazioni.
Don Marco M. sottolinea che dobbiamo lavorare per capire il senso del nostro servizio, e non tanto perché è da fare: una consapevolezza questa che va formata con perseveranza.
Giuseppe ritiene che l'organizzazione per ambiti funzioni e l'organizzazione del Grest sta dando risultati.
Don Marco S. conferma che il cambiamento attuato nella formazione catechistica e dei gruppi adolescenti a partire dalla seconda media sta premiando sia a livello numerico sia di collaborazione e condivisione tra educatori. Ci sono tuttavia frange di animatori che partecipano solo in un paese e non in altri.
Don Marco M. definisce l'UP ancora un cantiere, nonostante siano stati compiuti passi molto importanti nell'ambito della formazione e della testimonianza in tutta l'UP.
Simone ritiene interessante la suddivisione in ambiti, tuttavia cerca di capire cosa freni le persone dall'essere più presenti.
Don Marco S. risponde che uno degli aspetti che nota è che i referenti rimangono solo nomi sulla carta. Nonostante le comunità riconoscano queste figure, c'è ancora molto su cui lavorare.
Matteo sottolinea come la ricetta del gruppo di giovani e animatori sia curare le relazioni.
Suor Irene aggiunge che la scelta di celebrare il Sabato Santo e di condividere alcune celebrazioni insieme ha funzionato, ma propone di lavorare sul gruppo di adolescenti e giovani per creare mentalità. Come sta funzionando questo gruppo così si può partire per creare una mentalità anche con gli adulti.
Nicoletta crede che ci si debba concentrare sull'essere accanto alle famiglie, ai ragazzi e che sia importante la formazione perché l'UP è in cambiamento. È importante cambiare e formarsi per essere vicini alle persone.
Il signor Negri sente che lo Spirito Santo lavora in modo concreto e che c'è del buono.
Don Marco S. propone di sospendere le S. Messe in tutte le parrocchie e celebrarne una sola s. Messa alle 19 a Goito in occasione del Corpus Domini. Dovrebbe essere una celebrazione aperta a tutti, ma soprattutto ai referenti per conoscersi come gruppi e creare comunione. Sarebbe preceduta da un momento comunitario per rinnovare e confermare obiettivi e finalità nella logica della Solennità dell'essere tutti in Uno in Cristo e trovarsi come famiglia per ascoltarsi, dare visibilità e confronto tra referenti. Il Corpus Domini ha un significato liturgico prima ancora che pastorale: tutti uniti siamo in Gesù.
Seguono le osservazioni di alcuni membri del CPPU.
A Suor Irene piacerebbe una celebrazione all'esterno ma i tempi per organizzare l'iniziativa sono ristretti.
Daniela propone di rimandarla a settembre all'inizio del nuovo anno pastorale.
Simone invece ritiene che sarebbe un momento per celebrare la conclusione del percorso fatto nonostante le fatiche e le difficoltà.
Alberto suggerisce che le S. Messe non vengano annullate per soddisfare le esigenze della comunità ed evitare che alcuni fedeli scelgano di partecipare alla S. Messa altrove o non vi partecipino affatto.
Nemmeno la signora Negri approva la proposta che le appare elitaria.
Simone sostiene che ci si debba educare perché fare comunità significa uscire dai campanili.
Don Marco S. ammette che sia logico preoccuparsi del 95% delle perone che non verranno alla S. Messa perché radicate nella propria comunità e chiede come aiutare le persone a sentirsi parte della comunità dei figli e delle figlie di Dio e cita le parole del Vescovo: la Chiesa è in cammino e chi non sta camminando è responsabile delle scelte di cammino della Chiesa. Conferma ne è la proposta di Pastorale Giovanile che in questo cammino sta dando frutti belli.
Don Marco M. conclude dicendo che terrà conto delle indicazioni.
5- Ripresa della visita pastorale che si realizzerà in ottobreDon Marco M anticipa che la visita pastorale avrà luogo nei giorni di venerdì, sabato e domenica (11-13 ottobre) con la celebrazione delle cresime il sabato sera.
Il punto verrà ripreso alla prossima riunione del CPPU.
Terminati gli argomenti, la seduta è tolta alle ore 22:45.
Consiglio Unità Pastorale Madonna della Salute
Parrocchie di Goito, Cerlongo, Solarolo e Vasto della Diocesi di Mantova
08 febbraio 2024
Presenti:
don Marco Mani, don Marco Sbravati, Claudio Balasina, Suor Flora, Daniela Malgarini, Roberta Viesi, Suor Cecile, Suor Irene, Giuseppe Consadori, Alberto Varini, Simone Tosi, Vittorio Sartori, Suor Atanasia, Silvana Dalla Ba, Matteo Milani.
Presiede Don Marco Mani.
Alle ore 20,30 di giovedì 08 febbraio 2024, c/o l'oratorio di Solarolo, si è svolto il Consiglio Pastorale di Unità, per discutere i seguenti punti all'Ordine del Giorno:
1) Preghiera introduttiva;
2) Approvazione del Verbale della Seduta precedente;
3) Celebrazioni eucaristiche festive;
4) Calendario delle attività pastorali della Quaresima;
5) Ritorno visita pastorale
6) Attività estiva: grest e campi
7) Pastorale della consolazione
1)
PREGHIERA INTRODUTTIVADon Marco Mani introduce la seduta del Consiglio Pastorale invitando i presenti alla recita del Padre Nostro.
2)
APPROVAZIONE DEL VERBALE DELLA SEDUTA PRECEDENTENessuna osservazione e/o richiesta di modifica del verbale della seduta precedente, si approva
3)
CELEBRAZIONI EUCARISTICHE FESTIVEDon Marco Mani:
A seguito delle decisioni adottate dopo il confronto sull'argomento nel precedente consiglio di U.P. Don Marco comunica che la Diocesi non ritiene opportuno prevedere di programmare la sospensione di alcune messe domenicali per eventi legati particolari attività pastorali, pertanto si provvederà con l'aiuto di altri preti a garantire le celebrazioni programmate.
4)
CALENDARIO DELLE ATTIVITÀ PASTORALI DELLA QUARESIMA
-Mercoledi delle ceneri unica celebrazione eucaristica a Goito alle ore 21,00, si raccomanda di favorire la partecipazione degli anziani e di chi non può spostarsi con i propri mezzi
-Come segno liturgico, durante la quaresima, al termine della messa non ci sarà il canto finale per lasciare spazio a un momento di silenzio e di preghiera personale
-Via Crucis sarà celebrata solo nelle chiese parrocchiali in orari diversi per favorire la partecipazione dei fedeli, Cerlongo 15,00, Vasto 18,00, Goito 18,30, Solarolo 20,30
-Tutti i giovedì messa ore 20,30 a Cerlongo, seguirà adorazione eucaristica, durante il periodo quaresimale verrà sospesa l'adorazione del sabato a Goito
-Segni e gesti per i bambini dell'iniziazione cristiana con l'accoglienza dei fedeli e la consegna, alla fine della messa, di una preghiera da proporre per le famiglie
-Domenica 25/02 ore 09,30 a Vasto celebrazione eucaristica con la partecipazione dei ministri straordinari della Comunione Eucaristica, seguirà incontro in oratorio.
-Celebrazioni del triduo pasquale, giovedì a Cerlongo, venerdì a Solarolo, sabato a Goito
-Si sollecita la promozione di raccolta alimenti per la Caritas di U.P
Don Marco S. sostiene che le iniziative di celebrazioni unitarie creano importanti momenti di comunione tra i fedeli e aiutano ad affrontare le inevitabili sfide future
Alberto non condivide la scelta di iniziare con le celebrazioni unitarie finché le risorse umane consentono di programmare le celebrazioni nelle singole parrocchie
Simone è favorevole all'iniziativa tenendo conto che è limitata ad alcuni momenti forti dell'anno liturgico
Don Marco M. consiglia di riflettere in merito alla proposta e di comunicare eventuali osservazioni
5)
Restituzione/ritorno del vescovo il Vescovo Marco comunica che nel corso dell'anno sarà disponibile per ritornare presso le comunità per verificare e accompagnare il cammino intrapreso con la vista pastorale, la data indicata per la U.P. Madonna della Salute è la seconda settimana di ottobre (11 – 13) dal venerdì alla domenica.
Si resta in attesa della lettera del Vescovo Marco con le indicazioni di cammino emerse dai verbali e alcuni stimoli che sottoporrà alla nostra attenzione.
6)
Attività estiva: grest e campiDon Marco S. illustra le proposte per le attività estive già concordate con un comitato ristretto composto da 3 adulti e 3 giovani (vedi allegato).
Don Marco precisa che sono in atto incontri di confronto, con l'amministrazione comunale e le associazioni sportive, per verificare la possibilità di collaborazione.
7)
Pastorale della consolazioneDon Marco S. propone di dedicare attenzione e impegno per l'istituzione del ministro/i della consolazione per favorire un cammino di attenzione al prossimo (anziani, ammalati e situazioni di fragilità).
Simone fa presente che a livello diocesano esiste già un momento di incontro per sensibilizzare ad affrontare queste problematiche
Terminati gli argomenti, la seduta è tolta alle ore 22,30.
Consiglio Pastorale Parrocchiale di UnitàUnità Pastorale Madonna della SaluteParrocchie di Goito, Cerlongo, Solarolo e Vasto della Diocesi di Mantova16 novembre 2023Presenti 16 partecipanti:
don Marco Mani, don Marco Sbravati, Claudio Balasina, Suor Flora, Daniela Malgarini, Roberta Viesi, Stefano Greggio, Suor Cecile, Giuseppe Consadori, Alberto Varini, Simone Tosi, Vittorio Sartori, Emanuela Berta, Suor Atanasia, Silvana Dalla Ba, Matteo Milani.
Moderatore della serata: Don Marco Mani
Presiede il priore-parroco Don Marco Mani.
Alle ore 18:30 di giovedì 16 novembre 2023, nel salone dell'oratorio di Goito, si riunisce il Consiglio Pastorale Parrocchiale di Unità, per discutere i seguenti punti all'Ordine del Giorno:
1) Preghiera introduttiva;
2) Approvazione del Verbale della Seduta precedente;
3) Variazione degli orari delle celebrazioni eucaristiche;
4) Calendario delle attività pastorali dell'Avvento;
1) PREGHIERA INTRODUTTIVADon Marco Mani introduce la seduta del Consiglio Pastorale invitando i presenti alla recita del Padre Nostro.
2) APPROVAZIONE DEL VERBALE DELLA SEDUTA PRECEDENTEA seguito della condivisione del Verbale della seduta precedente (02 novembre 2023), pubblicato sul gruppo WhatsApp il giorno 15 novembre 2023, Don Marco Mani invita i presenti a segnalare eventuali correzioni, aggiunte o integrazioni da apportare al testo.
Nessun componente del Consiglio Pastorale avanza particolari segnalazioni.
Decisioni Deliberate:
Il verbale della seduta del 02 novembre 2023 viene approvato all'unanimità e viene dato mandato per la pubblicazione sul sito dell'Unità Pastorale "Madonna della Salute".
3) VARIAZIONE DEGLI ORARI DELLE CELEBRAZIONI EUCARISTICHEDon Marco Mani:
Visto che la proposta di variazione degli orari delle Celebrazioni Eucaristiche non ha avuto molto successo ed è stata osteggiata da molte persone allora pensavamo di lasciare tutti gli orari invariati come adesso. Compresa la messa del sabato sera a Cerlongo.
Però con una clausola particolare. Cioè che nel caso ci fossero particolari attività pastorali che dovessero svolgersi il sabato pomeriggio, la domenica mattina o la domenica pomeriggio, se non riusciremo a trovare sacerdoti che ci sostituiscono, sospenderemo le messe con minore partecipazione. Come ad esempio quelle di Vasto, Solarolo o Cerlongo. Questo vale anche per cause impreviste come le malattie stagionali.
Daniela Malgarini:
Non ho capito cosa si intende per minore partecipazione.
Emanuela Berta:
Ma i sacerdoti per le sostituzioni non sono garantiti dalla Diocesi?
Don Marco Sbravati:
Pensa che quando abbiamo un problema una domenica, dobbiamo passare tutta la settimana prima a telefonare in giro fino a che non troviamo un sostituto. Non è facile.
Silvana Dalla Ba:
I Frati ad esempio non sono a disposizione?
Don Marco Mani:
No, non lo sono più. E' difficile trovare sostituti.
Sappiamo già che ci sono due domeniche di febbraio in cui manca Don Marco Sbravati. Vedremo cosa fare.
Don Marco Sbravati:
La scelta è limitata. O ridurre le attività esterne o ridurre le messe. La proposta di diminuire le messe era per non dover diminuire le attività pastorali.
Don Marco Mani:
Dal 4 dicembre riprendiamo la messa del sabato sera a Cerlongo ma sarà sub judice. Vediamo quante persone partecipano. Comunque tutti i sabati sera ci sarà un nuovo organista che è appena venuto ad abitare a Cerlongo.
Don Marco Sbravati:
Non passeremo più la settimana a cercare sacerdoti sostitutivi per le messe ma si sospenderanno le messe.
Simone Tosi:La scelta è difficile. Nell'ultimo periodo ho girato un po' le varie messe per vedere l'affluenza. Comunque mi sento di dire che non decidere vuol dire non affrontare il problema, che però rimane. Se si decidesse di togliere la messa delle 8:00 a Goito alcune persone probabilmente non sarebbero d'accordo, ma non decidere sarebbe peggio, vorrebbe dire non tenere conto della realtà in cui viviamo. Se per voi rivedere gli orari delle messe è un'esigenza per avere un'attività pastorale equilibrata mi spiace per la gente che solitamente frequenta la messa delle 8:00 a Goito ma occorre fare la scelta. Devo anche dire che è già successo in passato, come ad esempio quando è stata tolta la messa delle 11:00 a Goito. Per le persone che ci tengono veramente vale il principio dei vasi comunicanti. Le persone che non possono più andare alla messa che viene tolta si riverseranno sulle altre. Il lasciare tutto invariato è una soluzione che sul momento accontenta tutti ma che poi in alcuni momenti scontenterà qualcuno. E' difficile, non ho la soluzione. Tutte le comunità hanno delle ragioni sicuramente valide. E comunque noi del Consiglio Pastorale dobbiamo farci veicolo delle scelte che facciamo insieme in queste riunioni. Facciamoci portatori del cambiamento in corso anche se non siamo d'accordo su tutto, facciamoci promotori in positivo anche delle cose che magari non condividiamo, altrimenti ricadiamo in una logica vecchia. Se ritenete utile la riduzione delle messe allora andrebbe valutata e non rimandata, anche se non ho una soluzione pronta.
Don Marco Sbravati:
La difficoltà più grande che ho notato in queste ultime settimane è il non ragionare sulle scelte, occorrerebbe sempre aver presente un quadro complessivo del bene della comunità, di tutte le attività pastorali. Ho avvertito contrasto e in alcuni casi aggressività partita dal presupposto della propria comodità delle celebrazioni eucaristiche o dei confini territoriali delle comunità senza uno sguardo generale. Ho notato l'impossibilità di ragionare per il bene nostro.
Emanuela Berta:
Sono d'accordo su tutto quello che ha detto Simone.
Mi sembra di aver capito che, riguardo all'argomento dello spostamento degli orari delle messe, i sacerdoti si sono rapportati anche direttamente con i parrocchiani. Perché personalmente non sono a conoscenza di episodi di aggressioni verbali. Per lo meno nei contatti e nei sondaggi avvenuti attraverso di me e attraverso il Consiglio Pastorale. In ogni caso se è il Consiglio Pastorale nel suo complesso che prende posizione e delibera di procedere alla variazione degli orari delle Celebrazioni, allora è tutta un'altra cosa. La responsabilità viene condivisa tra tutti noi. Non mi piacciono invece i discorsi sentiti stasera perché sembrano una minaccia. "Non vi diciamo la messa per non passare la settimana a cercare sacerdoti in sostituzione". Magari è il caso di procedere in maniera più sistematica e cioè decidere un ordine di priorità riguardo quali celebrazioni sospendere e quali invece ritenere comunque "garantite". Ad esempio togliere per prima la messa del sabato sera a Cerlongo e poi quella della domenica mattina alle 8:00 a Goito. E lasciare invece garantita la messa a Vasto che è l'unica in quella parrocchia.
Don Marco Mani:
Ho contato le persone durante le Celebrazioni. La domenica mattina alle 8:00 a Goito ci sono 80-90 persone presenti. Faccio fatica a pensare di tirare via questa messa. Anzi forse sospenderei prima quella della domenica mattina alle 10:00 a Goito che forse c'è meno gente presente.
Daniela Malgarini:
Sospendiamo le decisioni e proviamo a vedere come vanno le cose fino a questa primavera?
Don Marco Mani:
Non si sa mai cosa può succedere, c'è sempre la speranza che arrivi un sacerdote più stabile.
Emanuela Berta:
Se una domenica mattina è in corso un'attività pastorale, un ritiro, lontano da Goito, capisco che si debba sospendere una messa. A volte però succede che ci siano ritiri nelle vicinanze e solitamente il sacerdote si stacca dal ritiro quell'ora o due che serve per celebrare la messa e poi torna al ritiro. Nel frattempo gli animatori gestiscono le attività anche senza il sacerdote.
Roberta Viesi:
Ma se i sacerdoti hanno un altro impegno la domenica mattina vuol dire che non salta una sola messa ma saltano metà messe della domenica mattina.
Don Marco Sbravati:
Anche se il ritiro fosse vicino a Goito, non sarebbe corretto che il sacerdote si stacchi dal ritiro per venire a celebrare le messe a Goito. Non voglio incoraggiare l'atteggiamento infantile che abbiamo colto nella gente.
Emanuela Berta:
Non mi sembrava che il nostro atteggiamento di come ci siamo posti sulla questione non sia stato costruttivo.
Don Marco Sbravati:
Dovreste metterci la faccia anche voi. Al termine delle messe abbiamo ricevuto continue lamentele.
Vittorio Sartori:
Le lamentele ci sarebbero lo stesso. Sarebbero solo diluite tra più persone. Comunque sono d'accordo con Simone. Il non prendere una decisione non è una soluzione.
Don Marco Sbravati:
Ci siamo resi conto che il problema principale della proposta dell'ultimo consiglio è la scelta di lasciare una sola messa a Goito la domenica mattina. Perchè alla messa della domenica mattina alle 8:00 ci sono più persone rispetto alle varie messe nelle altre parrocchie.
Silvana Dalla Ba:
Se saltasse la messa delle 9:00 a Vasto come si fa ad avvisare la gente? Di solito viene anche tanta gente da fuori Vasto.
Don Marco Mani:
Cercheremo di avvisare per tempo nelle settimane prima o in alternativa manderemo il diacono a tenere una Liturgia della Parola facendoci autorizzare dal Vescovo per tempo.
Alberto Varini:
La Liturgia della Parola presieduta dal Diacono ha lo stesso valore della Celebrazione Eucaristica?
Claudio Balasina:
Se autorizzata dal Vescovo assolve al precetto.
Giuseppe Consadori:
Su Avvenire ho letto che a Bologna ci sono già queste Liturgie della Parola tenute da diaconi.
Don Marco Sbravati:
Non è proprio la stessa cosa della Celebrazione Eucaristica ma sarà il prossimo futuro.
Silvana Dalla Ba:
Occorre entrare in quest'ottica.
Emanuela Berta:
Propongo di decidere e di non lasciare le cose in sospeso.
Simone Tosi:
Ho capito che Don Marco Mani è più dell'idea di temporeggiare. Anche perché, in effetti, a Goito la somma della gente delle due messe della domenica mattina non ci sta in un'unica messa.
Giuseppe Consadori:
Se si prende la decisione di modificare gli orari delle messe deve essere condivisa, deve essere supportata da tutti. Non si deve dare la colpa a Don Marco.
Emanuela Berta:
Ci sarà bufera per un mese e poi dopo la gente si abituerà. Io sono a favore delle scelte di impatto, ben definite.
Don Marco Sbravati:
Se decidiamo di procedere con la riduzione delle messe, però la proposta va rivista rispetto a quanto ci eravamo detti nello scorso Consiglio. Una sola messa a Goito la domenica mattina penalizza tantissimo tante persone. Occorre rivedere un po' tutta la prospettiva.
Roberta Viesi:
Si potrebbe fare:
- sabato ore 18:00 Goito
- domenica ore 8:00 Goito
- domenica ore 9:00 Vasto
- domenica ore 9:30 Cerlongo
- domenica ore 10:30 Solarolo
- domenica ore 11:00 Goito
- domenica ore 18:00 Goito
Emanuela Berta:
No... Se la messa a Cerlongo si fa alle 9:30 si tagliano fuori tutte le famiglie. Facciamo alle 10:30 a Cerlongo?
Don Marco Sbravati:
O si tocca Cerlongo o si tocca Solarolo.
Alberto Varini:
Qualche settimana fa, quando a Solarolo avevamo sondato il terreno per lo spostamento degli orari, un'eventuale messa alle 10:00 era vista favorevolmente. Non avevamo ragionato sulle 9:30 ma si può vedere, magari sentiamo un po' di opinioni. In modo da dare la possibilità a Cerlongo di posticipare l'orario.
Don Marco Mani:
Aspettiamo un po'. Poi più avanti, magari prima della Quaresima, decideremo.
Giuseppe Consadori:
Nel frattempo portiamoci avanti e chiediamo l'autorizzazione del Vescovo per il Diacono.
Don Marco Mani:
Nella Diocesi di Mantova i diaconi non sono autorizzati a presiedere la Liturgia della Parola di domenica a meno di casi eccezionali. Invece nei giorni feriali si.
Don Marco Sbravati:
Se decidiamo di procedere con i cambiamenti faremo dei comunicati alle comunità in cui spiegheremo le scelte. Per chiarire che non si tratta di poca voglia di celebrare le messe ma si tratta di garantire anche le attività pastorali.
Alberto Varini:
Va bene, ma occorrerà calibrare bene le parole perché non dia l'impressione di un ricatto o una minaccia. Come invece è sembrato di cogliere almeno in parte stasera.
Don Marco Sbravati:
I comunicati li leggerete voi nelle varie comunità.
Don Marco Mani:
Emanuela prepari tu il comunicato? Oppure tu Simone? Va bene se lo prevediamo per l'ultima domenica di avvento? Per Cristo Re?
Don Marco Sbravati:
Lo leggiamo nelle messe.
Emanuela Berta:
Io non riesco.
Simone Tosi:
Per domenica 26 novembre non riesco a preparare il comunicato, la prossima settimana ho alcuni impegni.
Don Marco Sbravati:
Lo preparo io.
Emanuela Berta:
Dobbiamo però decidere i criteri da seguire per l'annullamento delle messe. La prima messa a saltare immagino sia quella di Cerlongo del sabato sera. E la domenica mattina qual è la prima messa che verrà annullata? Quella di Goito delle 8:00?
Don Marco Sbravati:
No di certo. Non toglieremo la messa di Goito delle 8:00 con 80-90 persone. Fate conto che solitamente a Solarolo ci sono 35-40-45 persone, a Cerlongo più o meno la stessa cifra, a Vasto 35-40 persone. Più o meno tutte le frazioni sono pari.
Emanuela Berta:
Nel caso una domenica si dovesse annullare una messa non si può, invece di annullarla, spostarla di orario solo per quella domenica?
Don Marco Sbravati:
Non si riesce.
Alberto Varini:Quando dovesse succedere, possiamo darvi una mano noi laici e metterci a cercare i sacerdoti sostitutivi al posto vostro. Per non obbligarvi a chiamare i vari sacerdoti tutta la settimana prima.
Don Marco Sbravati:
No, non è giusto. In questo modo passa il messaggio sbagliato.
Alberto Varini:
Ma allora cambiamoli questi orari. Sarebbe meglio piuttosto di questa ripicca.
Emanuela Berta:
Celebrare la messa a Solarolo la domenica alle 9:30 sarebbe un problema?
Alberto Varini:
Proviamo a ragionarci... Sentiamo cosa ne pensano a Solarolo.
Emanuela Berta:
Ho capito che i sacerdoti non vogliono più modificare gli orari delle messe.
Don Marco Sbravati:
La comunità non è pronta.
Alberto Varini:
Nel comunicato è importante non prendere di petto i parrocchiani.
Simone Tosi:
Riflettiamoci.
Giuseppe Consadori:
Cambiamo gli orari.
Don Marco Sbravati:
E' impossibile ragionare in modo buono e positivo. C'è troppo campanilismo, si guarda solo alla propria comunità.
Emanuela Berta:
La messa al Palazzetto dello Sport è stata bella alla vista ma poi dietro c'è tutto il resto.
Don Marco Sbravati:
La comunità cristiana dell'Unità Pastorale alla fine sono solo le circa 300 persone che frequentano le messe. E tutte le altre circa 10.000 persone? Per 300 persone abbiamo ben 8 messe.
Emanuela Berta:
Non è vero, la comunità cristiana non sono solo le persone che frequentano, ma anche tanti altri.
Don Marco Sbravati:
Infatti non c'è l'obbligo di partecipazione alla messa domenicale e lo sto spiegando anche ai bambini.
Quando saremo pronti a ragionare in termini di Unità Pastorale, allora saremo pronti a fare i cambiamenti di orari. Non prima.
Decisioni Deliberate:
Tutti i presenti si adeguano alla proposta di Don Marco Mani di fare un ulteriore periodo di riflessione e di riprendere l'argomento prima di Pasqua. Nel frattempo in tutte le comunità verrà letto un comunicato per aggiornare i parrocchiani.
3) CALENDARIO DELLE ATTIVITÀ PASTORALI DELL'AVVENTODon Marco Sbravati:
Condivido sul gruppo WhatsApp del Consiglio Pastorale il calendario delle celebrazioni e delle attività dell'Avvento predisposto dal gruppo dei Referenti per la Liturgia.
Abbiamo scelto di dare priorità all'Ascolto della Parola all'interno delle Celebrazioni. Ci sono 2-3 canti importanti da imparare per tutti i cori. E' una cosa bella. Abbiamo dato alcune indicazioni per le liturgie con ragazzi del catechismo.
Segnalo poi 2 cose particolari. Proponiamo incontri di preparazione in vista del Natale. Nei giovedì sera di avvento alle ore 9:00 ci sarà un momento di sosta, di preghiera e di riflessione sulla Parola domenicale. Ascolto della Parola. A seguire preghiera con adorazione. Totale circa un'oretta. Un appuntamento aggiuntivo rispetto alla normale Lectio. In un primo momento si era pensato ad organizzare un ritiro ma tutte le domeniche erano piene di altre attività. Anche se non c'è scritto nel programma, questi incontri saranno 3 a Goito e 1 a Cerlongo perché a Goito quel giovedì c'è la presentazione di un libro. Si comincia giovedì 30 novembre. Poi la seconda scelta concreta riguarda le Celebrazioni. Quest'anno le date dei giorni festivi sono tremende. Natale è di lunedì e lo stesso per Capodanno. E l'epifania capita di sabato. Per non moltiplicare le messe abbiamo deciso di non fare le prefestive. Inoltre volevamo fare una particolare celebrazione unitaria ed eravamo incerti sulla data del 24 dicembre o del 1° gennaio. Alla fine abbiamo preferito proporla per capodanno alle ore 18:00. Ci dobbiamo preparare ad un inferno in comunità con bufere e cose del genere. Comunque ci sembrava bello iniziare l'anno insieme.
Altra scelta forte è la benedizione dei bambini comunitaria il 6 gennaio. Ci si ritrova nelle 3 comunità con i re Magi e si viene insieme a Goito.
Silvana Dalla Ba:
Ho notato che per santo Stefano non c'è la messa a Vasto?
Don Marco Mani:
E' stata sospesa perché non è di precetto.
Roberta Viesi:
Le letture della messa dell'ultimo dell'anno sono quelle di capodanno?
Don Marco Sbravati:
Si.
Don Marco Mani:
A Goito tutti gli anni si organizza un momento di ringraziamento per tutti i volontari. Quest'anno si terrà il 23 mattina e pensavamo di aprirlo anche a Cerlongo, Solarolo e Vasto. Volontari della pulizia delle Chiese, sagrestani, ecc. Poi mi dovrete segnalare i nomi delle persone da invitare.
Terminati gli argomenti, la seduta è tolta alle ore 19:30.
Consiglio Pastorale Parrocchiale di Unità con la presenza dei gruppi dei Referenti Unità Pastorale Madonna della SaluteParrocchie di Goito, Cerlongo, Solarolo e Vasto della Diocesi di Mantova02 novembre 2023Presenti 36 partecipanti:
don Marco Mani, don Marco Sbravati, Claudio Balasina, Suor Atanasia, Suor Flora, Suor Cecile, Arianna Geminiani, Silvana Dalla Ba, Simone Tosi, Emanuela Berta, Luciano Cerini, Alberto Varini, Giuseppe Consadori, Matteo Milani, Roberta Viesi, Daniela Malgarini, Vittorio Sartori,
Emanuela Menegozzo, Nicoletta Facconi, Anna Zenesini, Tiziana Pavesi, Mery Eoli, Ada Bellentani, Vincenzo Greco, Marco Ghidoni, Maria Marinoni, Daniela Gobbetti, Vittorio Veneri, Loretta Negri, Rosanna Tardiani, Luigi Negri, Loris Turati, Cinzia Tanchella, Simona Russo, Roberta Pavesi, Milena Gattazzo.
Moderatore della serata: Don Marco Mani
Presiede il priore-parroco Don Marco Mani.
Alle ore 20:30 di giovedì 02 novembre 2023, nel salone dell'oratorio di Cerlongo, si riunisce il Consiglio Pastorale Parrocchiale di Unità con la presenza dei gruppi dei Referenti degli ambiti Formazione, Liturgia, Carità, Oratorio e Tempo libero, per discutere i seguenti punti all'Ordine del Giorno:
1) Preghiera e riflessione introduttiva;
2) Approvazione del Verbale della Seduta precedente;
3) Bilancio della Visita Pastorale del 10-15 ottobre 2023;
4) Aggiornamento sul progetto dei Referenti degli ambiti pastorali;
5) 8 per mille;
6) Variazione degli orari delle celebrazioni eucaristiche;
7) Varie ed eventuali
1) PREGHIERA E RIFLESSIONE INTRODUTTIVADon Marco Sbravati introduce la seduta del Consiglio Pastorale attraverso il canto "Vieni Spirito forza dall'alto", la lettura del Vangelo Mt 22,34-40 e la successiva riflessione riguardante i due comandamenti dell'Amore.
I presenti recitano poi insieme il Salmo 133.
2) APPROVAZIONE DEL VERBALE DELLA SEDUTA PRECEDENTEIl verbale della seduta precedente (21 settembre 2023) è stato condiviso nei giorni precedenti al Consiglio Pastorale tramite WhatsApp.
Nessun componente del Consiglio Pastorale segnala la necessità di correzioni, modifiche o integrazioni.
Decisioni Deliberate:
il verbale della seduta del 21 settembre 2023 viene approvato all'unanimità e si dà mandato di pubblicarlo sul sito dell'Unità Pastorale "Madonna della Salute".
3) BILANCIO DELLA VISITA PASTORALE DEL 10-15 OTTOBRE 2023Don Marco Sbravati:
Il vescovo invierà all'Unità Pastorale una lettera con il bilancio della visita. Comunque il vescovo è rimasto contento della visita pastorale. Positivo è stato che vari gruppi delle diverse parrocchie, che fino ad ora non si conoscevano e non si erano mai parlati, hanno cominciato a entrare in relazione. Il vescovo è rimasto sorpreso in particolare dalle attività messe in campo dal gruppo giovani e dall'iniziativa dei gruppi dei Referenti per i vari ambiti pastorali. Ha auspicato di procedere su questa strada che si inserisce tutta nel cammino di sinodalità universale che risponde ai segni dei tempi e che porta frutto. E' una colpa non voler portare avanti questo cammino. Il Signore non benedice tutto, benedice il creare legami e collaborazioni. Bloccare il percorso relazionale non fa bene alla chiesa del futuro.
Silvana Dalla Ba:
La visita è stata importante. Ha unito le quattro comunità con maggiore sinergia. E' una cosa positiva. Sarebbe bello che provassero l'esperienza anche altri.
Emanuela Berta:
Mi ha colpito il concetto di cambiamento sinonimo di positività e progresso. Il vescovo ha insistito in maniera forte su questo termine. Sono d'accordo sulla linea della sinodalità ma non tutti riescono a comprendere. Si rischia di perdere per strada molte persone. Adesso è importante che i gruppi dei Referenti lavorino nelle comunità per coinvolgere chi è dentro. Si rischia di perdere molte persone. Ho rilevato tante assenze alla messa finale al Palazzetto dello Sport.
Don Marco Sbravati:
Non è una bella cosa se si tratta di una scelta responsabile delle persone.
Emanuela Berta:
Forse si tratta di mancanza di coinvolgimento delle persone.
Don Marco Sbravati:
Comunque non dobbiamo costringere nessuno.
Daniela Malgarini:Nostro compito per il futuro è quello di far capire che siamo comunità, che l'unità pastorale è comunità. Le persone hanno perso i punti di riferimento. I ragazzi non frequentano né la parrocchia, né l'unità pastorale.
Don Marco Sbravati:
Ai gruppi giovani abbiamo 90 ragazzi. C'è anche da dire però che le nostre celebrazioni sono tristi.
Emanuela Berta:
Non sono d'accordo, perché il valore di una celebrazione eucaristica non dipende dal modo in cui si celebra.
Don Marco Sbravati:
In effetti la messa al palazzetto dello Sport non è stata triste anche se è stato seguito in tutto e per tutto il Messale Romano.
Luciano Cerini:Di recente ci si siamo accorti di un problema. E' stata fissata la castagnata sia a Cerlongo che a Goito per lo stesso giorno del 12 novembre. A Cerlongo non lo sapevamo, è mancato il passaggio di informazioni.
Don Marco Sbravati:
E' positivo per lo meno che adesso la mancanza di passaggi di informazioni è visto come un problema. L'anno scorso non ci si poneva neppure il problema. Deve essere un nostro impegno il risolvere i problemi di comunicazione
G
iuseppe Consadori:
Proprio per questo c'è il calendario condiviso di unità pastorale.
Emanuela Berta:
Usiamo anche Whatsapp, il gruppo c'è già, è più efficace.
Luigi Negri:
La celebrazione del vescovo a Vasto è stata molto positiva, ho scoperto l'esistenza di tanti gruppi di volontariato.
Alberto Varini:
Volevo riallacciarmi al discorso delle celebrazioni tristi di Don Marco. Mi scuso per aver partecipato poco alla Visita Pastorale ma volevo segnalare che la Veglia del primo giorno a Solarolo l'ho trovata soporifera, un po' vuota di contenuti. Forse non è stato un gran biglietto di presentazione con chi solitamente non partecipa...
Varie persone ma soprattutto Rosanna Tardiani:
Non è vero, la Veglia del Vescovo a Solarolo è stata profondissima.
Don Marco Sbravati:
Comunque la Veglia non dipendeva da noi ma seguiva una traccia distribuita dalla Diocesi.
Giuseppe Consadori:
Smettiamo di darci colpe a livello di unità pastorale. Pian piano ci organizzeremo, l'importante è mettere in pratica buoni propositi che abbiamo colto dalla visita pastorale come ad esempio i concetti di "Chiesa in uscita" e di "Cammino sinodale" o il coinvolgimento dei giovani. E' positivo il trovarsi insieme di gruppi di parrocchie diverse. E' importante che anche i Consigli degli Affari Economici si trovino ancora e che si coordino almeno una volta all'anno.
Rosanna Tardiani:
Qual è la mia impressione riguardo alla Visita pastorale? Il Vescovo ci ha dato delle conferme, che abbiamo la carità, che quando svolgiamo la missione verso l'unità diamo del bene e riceviamo del bene. Non dobbiamo avere paura ma occorre essere testimoni. Lasciamo i confini parrocchiali e mettiamoci insieme. Dobbiamo donare con amore.
Don Marco Sbravati:
Mi ha colpito la celebrazione al Palazzetto dello Sport e la comunità dell'ANFFAS. Grazie a quest'occasione alcuni ragazzi del gruppo giovani dalla settimana prossima cominceranno a far servizio di volontariato presso l'ANFFAS. Positivo il fatto delle realtà diverse che si incontrano.
La seconda cosa che mi ha colpito è stata l'idea di GREST unitario insieme a tutte le società sportive goitesi. Ci si è detti che non ha senso non collaborare.
Alberto Varini:
Volevo aggiungere un pensiero che ho esposto a Don Marco Sbravati in alcune occasioni. E' importante che i nostri sforzi non si fermino all'Unità Pastorale ma che vadano oltre. L'Unità pastorale è solo uno strumento, un mezzo ma non è il nostro fine. Il nostro fine rimane sempre la conversione dei cuori.
Suor Flora:
Il vescovo si è messo in ascolto. Partiva da quanto di positivo c'era nei dubbi che riscontrava in noi. Può far bene guardare al cammino. Uno sprint di speranza. Un'altra cosa che mi è piaciuta è stata la predica dell'ultimo giorno al Palazzetto dello Sport, che dimostra che non è il tempio a fare belle e partecipate le nostre liturgie. Ci sentivamo comunità, c'era silenzio, raccoglimento. Importante è come partecipiamo alla liturgia. Un'altra cosa bella è stata l'incontro del vescovo con una coppia di persone mussulmane dove ho colto intesa, accoglienza, amore. Quando non c'è intenzione, fissazione di convertire ci si può intendere. Quando il bene prevale e non ci si fissa sulle nostre idee.
Daniela Gobbetti:
Tutto è facile quello che si fa con il nostro vescovo. E' bravo.
Marco Ghidoni:
Mi è piaciuto il trait d'union che si è venuto a creare tra i cori.
Matteo Milani:
I giovani sono stati colpiti da una frase del Vescovo: "Non sono i giovani che devono cambiare ma è la Chiesa che deve cambiare per i giovani". Occorre un cammino di discernimento. Il Grest ed il Campo Estivo sono state esperienze positive. L'Unità Pastorale si è vista durante l'estate e poi con la Visita pastorale.
Rosanna Tardiani:
Bella l'esperienza della visita dell'Eucarestia agli anziani con la presenza dei giovani. E' un'iniziativa che sarebbe importante portare avanti. Si è vista la felicità degli anziani.
Don Marco Mani:
E' stata un'occasione straordinaria per conoscersi a vicenda. E come seconda cosa volevo dire che ho sperimentato la presenza del Signore che lavora nelle comunità.
Decisioni Deliberate:
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4) AGGIORNAMENTO SUL PROGETTO DEI REFERENTI DEGLI AMBITI PASTORALIDon Marco Sbravati:
Occorre chiarezza su dove stiamo andando. Vediamo insieme il foglio distribuito su cosa stiamo costruendo nella nostra Unità. Don Marco spiega i vari organismi riportati sul foglio tra cui il "Rappresentante della nostra Unità Pastorale nel Consiglio Diocesano", l' "Equipe di comunione", il "Consiglio Pastorale Unitario" e i "Referenti degli Ambiti Pastorali" leggendo per ognuno i nomi dei componenti. Don Marco si scusa se alcuni nominativi sono errati o se mancano, ma si tratta solo della prima bozza che procederemo a correggere insieme.
Occorre ancora capire come muoversi, i prossimi mesi saranno difficili, diamoci il tempo necessario per far partire le varie strutture. Ad esempio è grave che non siano stati informati i Referenti dell'iniziativa della castagnata ma d'altra parte siano in un periodo inziale di rodaggio.
Decisioni Deliberate:
Raccogliendo varie istanze di vari componenti della riunione si è deciso di pubblicizzare i nomi dei Referenti degli Ambiti Pastorali nelle comunicazioni natalizie ed in eventuali appositi incontri.
5) 8 PER MILLEDon Marco Mani:
Alberto Varini voleva fare una comunicazione riguardante l'opzione dell'8 per mille alla Chiesa Cattolica.
Alberto Varini:
Volevo aggiornare il Consiglio riguardo all'incontro che i Consigli Affare Economici delle 4 parrocchie hanno tenuto con l'Economo diocesano prima della visita pastorale. In quell'occasione l'economo diocesano ha suggerito un'iniziativa interessante riguardante l'8 per mille a cui non avevo mai pensato. Come tutti sappiamo i soldi provenienti dall'8 per mille alla Chiesa Cattolica calano tutti gli anni e questi soldi sono importanti anche nel nostro piccolo perché oltre le iniziative caritative servono anche per lo stipendio dei sacerdoti e per gli interventi sull'edilizia di culto. E più o meno tutte le nostre parrocchie in passato hanno beneficiato di questi contributi per interventi edilizi.
A questo proposito l'Economo suggeriva un'iniziativa che potremmo mettere in campo abbastanza facilmente in aggiunta alla promozione delle offerte liberali. In effetti c'è un'ampia parte di parrocchiani che non sono tenuti a fare dichiarazione dei redditi e che quindi difficilmente appongono la firma dell'8 per mille alla Chiesa Cattolica. E solitamente molta gente che più è legata alle parrocchie si trova in questa condizione (pensionati, alcuni dipendenti, ecc.). Anche queste persone possono fare la scelta dell'8 per mille alla chiesa cattolica ma dovrebbero compilare uno specifico modulo scaricabile dal sito dell'Agenzia delle Entrate e consegnarlo ad esempio in un ufficio postale. Si potrebbe cercare di intercettare queste persone inserendo uno specifico avviso negli avvisi finali delle celebrazioni. E mettendo a disposizione 1-2 persone per ogni parrocchia che al termine della messa distribuiscono questi moduli, aiutano nella compilazione e li ritirano prendendosi poi carico di consegnarli agli uffici postali. Sarebbe necessario farlo entro il 30 novembre. Se a Don Marco può andare bene noi a Solarolo vorremmo cominciare già da domenica prossima. Se qualcuno di qualche altra parrocchia vuole dare una mano a riguardo possiamo parlarne insieme.
Decisioni Deliberate:
Si è deciso di procedere con l'iniziativa dando l'ok per Solarolo e vedendo se si riesce ad organizzarsi nelle altre parrocchie.
6) VARIAZIONE DEGLI ORARI DELLE CELEBRAZIONI EUCARISTICHEDon Marco Sbravati:
Noi sacerdoti siamo rimasti in 2 con l'aiuto di don Arturo che però non sempre c'è. Sarebbe importare dare la possibilità di seguire la comunità. Il problema è la coincidenza degli orari tra messe di parrocchie diverse. Uno dei due sacerdoti non si può mai liberare la domenica mattina per seguire altre attività. E' importante garantire l'Eucarestia a tutte le comunità nell'ottica dell'Unità Pastorale. Cioè che ci sia un equilibrio all'interno dell'Unità Pastorale. Per questo motivo i sacerdoti vogliono avanzare una proposta di modifica degli orari delle messe che però non è una proposta già decisa ma una proposta aperta a modifiche.
Emanuela Berta:
Nei giorni passati ho fatto un sondaggio a Cerlongo e lo spostamento dell'orario della messa della mattina della domenica, se anticipato, è visto positivamente dai parrocchiani. Invece riguardo la messa del sabato sera i parrocchiani hanno espresso un grandissimo rammarico nel toglierla. Piuttosto Cerlongo proporrebbe di spostarla ad un orario precedente nel pomeriggio. Infatti c'è il desiderio di tante persone di avere la presenza fisica del sacerdote. Tante persone che non riescono ad andare a messa alla domenica mattina. Le Celebrazioni Eucaristiche sono anche un momento di incontro tra i sacerdoti e le persone. Se il problema è la qualità liturgica delle Celebrazioni ci si può lavorare.
Don Marco Mani:
La proposta che vogliamo avanzare per i giorni festivi sarebbe la seguente:
- sabato ore 18:00 Goito
- domenica ore 9:00 Vasto
- domenica ore 9:30 Goito
- domenica ore 10:30 Cerlongo
- domenica ore 11:00 Solarolo
- domenica ore 18:00 Goito
Cioè si proponeva di togliere la messa a Goito della domenica mattina alle 8:00, di anticipare la messa a Vasto della domenica alle ore 9:00, di anticipare la messa a Cerlongo della mattina alle 10:30, di togliere la messa a Cerlongo del sabato sera alle 18:00.
Roberta Viesi:
La messa del sabato sera alle 18:00 non si potrebbe mettere a Cerlongo e togliere a Goito?
Don Marco Sbravati:
A Goito il sabato sera ci sono circa 60-80 persone, il triplo di quelle presenti a Cerlongo.
Roberta Viesi:
Quindi il criterio seguito è quello di cercare di riuscire a dire tutte le messe anche in soli 2 sacerdoti? Di essere autonomi in 2 senza aiuti esterni?
Giuseppe Consadori:
Quindi se non ho capito male il sacerdote che dice la messa la domenica mattina a Goito, poi va a dirla a Solarolo e quello che la dice a Vasto, poi va a dirla a Cerlongo?
Emanuela Berta:
Non si potrebbe celebrare il sabato sera una messa alle 17:00 a Cerlongo ed una a Goito alle 18:00? Così non ci sarebbero sovrapposizioni di orari. Il nostro problema è l'assenza di sacerdoti all'interno della comunità, un gruppo di persone rischia di non vedere più il sacerdote.
Silvana Dalla Ba:
Non si potrebbero fare 2 messe alle 9:30 e 2 messe alle 11:00? Così a Vasto rimarrebbe alle 9:30.
Don Marco Sbravati:
Preferiremmo non avere più messe contemporanee per poter gestire meglio altre eventuali attività.
Giuseppe Consadori:
Si potrebbe cominciare gradualmente e anticipare per il momento di soli 15 minuti le messe di Vasto e di Cerlongo.
Emanuela Berta:
La messa del sabato sera a Cerlongo non potrebbe essere sostituita da una Liturgia celebrata dal diacono?
Claudio Balasina:
Non possiamo, dovremmo essere autorizzati con specifica deroga dal Vescovo.
Don Marco Sbravati:
Invece per le messe feriali volevamo proporre:
- lunedì alle ore 18 a rotazione nelle varie frazioni che non costituiscono parrocchia (Torre, Massimbona, Maglio, San Lorenzo, Sacca)
- martedì alle ore 8:00 a Goito e alle ore 8:30 a Solarolo
- mercoledì alle ore 8:00 a Goito e alle ore 8:30 a Cerlongo
- giovedì messa a cadenza mensile a Villa Maddalena (il 3° giovedì del mese) e alla Casa della Rosa (il 2° giovedì del mese)
- venerdì alle ore 8:00 a Goito e alle ore 8:30 a Cerlongo
- in Avvento e Quaresima momenti liturgici comunitari come ad esempio novena, via crucis, ecc.
Emanuela Berta:
Si ricomincia l'Adorazione Eucaristica itinerante del giovedì sera?
Don Marco Mani:
L'Adorazione è la comunità che si raccoglie. Dovremmo domandarci se le nostre Adorazioni sono pietose quando nelle nostre parrocchie ci troviamo in non più di 10 persone. In questi casi le Adorazioni non hanno nessun senso. A livello personale ci si può anche trovare a pregare davanti al tabernacolo senza Adorazione Eucaristica. E' la stessa cosa.
Anna Zenesini:
Anche solo l'esposizione del Santissimo è importante.
Don Marco Sbravati:
Diamo mandato ai referenti della Liturgia di decidere riguardo alle adorazioni del giovedì sera.
Emanuela Berta:
Per la comunità che prega non è la stessa cosa pregare nell'Adorazione Eucaristica piuttosto che davanti al tabernacolo.
Alberto Varini:
Nonostante a Solarolo ci sia sempre poca gente all'Adorazione Eucaristica, anche io ci tengo molto. Una parrocchia senza Adorazione Eucaristica sarebbe molto triste. Il Valore dell'Adorazione Eucaristica non è dato dal numero di persone presenti.
Don Marco Sbravati:
Vorrei l'Adorazione di comunità, l'Adorazione deve unire i gruppi, potrebbero essere i ministri straordinari ad esporre, occorre che ci sia chi suona, ecc.
Emanuela Berta:
Riguardo agli orari delle messe vedo che i sacerdoti sono già orientati e che non c'è spazio per modifiche.
Giuseppe Consadori:
Prendiamoci un po' di tempo per meditare un po'.
Don Marco Sbravati:
Comunque cerchiamo di decidere entro Natale.
Daniela Malgarini:
Con i nuovi orari potremmo cominciare con l'Avvento?
Don Marco Sbravati:
E' troppo presto. Impegniamoci a far girare le informazioni riguardo ai nuovi orari. E poi fra 2 settimane decidiamo. Fino al 26 novembre comunque non cambia niente.
Decisioni Deliberate:
Per le messe feriali confermate le proposte dei Sacerdoti.
Per l'Adorazione Eucaristica si rimanda lo studio delle varie possibilità al gruppo dei Referenti della Liturgia.
Per le messe festive lasciamo un breve tempo di meditazione e poi ci si ritrova per decidere tra due settimane.
7) VARIE ED EVENTUALIDon Marco Sbravati:
Il Calendario delle varie attività delle 4 parrocchie è condiviso sul Drive dell'email dell'Unità Pastorale. E' un foglio excel che si può modificare facilmente. Manderò il link sui gruppi dei vari Referenti che potranno aggiungere o modificare i vari eventi.
I Gruppi dei Referenti da adesso devono cominciare ad agire e devono cominciare a trovarsi singolarmente.
Il Gruppo della Liturgia oltre al tema della Adorazione Eucaristica dovrà cominciare a pensare anche all'Avvento.
Il Gruppo della Formazione parte con il cammino formativo dell'età evolutiva.
Importante che i 3 Circoli ANSPI si trovino per decidere come gestire il tesseramento, che si trovino anche senza sacerdoti. Occorre cominciare ad agire come responsabili dell'azione pastorale. Per il prezzo delle tessere ANSPI dei bambini scannatevi pure quanto volete, ma dovete decidere un prezzo unico per tutti e 3 i Circoli ANSPI.
....
Terminati gli argomenti, la seduta è tolta alle ore 22:30.
Consiglio Pastorale Parrocchiale Unitario21 settembre 2023Presenti: don Marco Sbravati, Suor Atanasia, Suor Flora, Suor Irene, Suor Cecile, Berta Emanuela, Cerini Luciano, Consadori Giuseppe, Dalla Ba Silvana, Malgarini Daniela, Milani Matteo, Sai Elena, Saroti Vittorio, Viesi Roberta, Tosi Simone, Varini Alberto.
Moderatore della serata: Milani Matteo
Presiede il priore-parroco Don Marco Mani.
Alle ore 20:30 di giovedì 21 settembre, nel salone dell'oratorio di Goito, si riunisce il Consiglio Pastorale Parrocchiale per discutere i seguenti punti all'Ordine del Giorno:
1- Preghiera
2- Verbale già anticipato e approvato all'unanimità
3- Punto della situazione sul progetto diocesano
4- la Visita pastorale
5- Varie ed eventuali
1- Preghiera
Don Marco Mani introduce la seduta del Consiglio Pastorale attraverso il canto "Vieni Spirito" e la lettura del Vangelo Mt 9.9-13 e sottolinea che chi incontra Gesù, lo sceglie e lo segue, ma occorre cercare strade e modi per restare uniti a Gesù perché anche altri decidano di seguirlo.
I presenti recitano poi insieme il Salmo 18 (19) e la preghiera del Padre Nostro.
2- Approvazione del verbale precedente
Viene approvato all'unanimità il verbale della seduta precedente pubblicato sul sito dell'Unità Pastorale "Madonna della Salute".
3- Punto della situazione sul progetto diocesano
Don Marco Sbravati comunica che sono stati individuati i referenti per ogni ambito del progetto diocesano ed esorta alla pazienza affinché negli anni il pensiero di lavorare insieme prenda piede, ma è necessario valutare che traiettoria darsi.
In merito alla formazione di Pastorale Giovanile, occorre prendere contatti con il Tavolo dell'Età Evolutiva e iniziare il percorso pianificato.
Propone poi di modificare il percorso di adolescenti e preadolescenti in via sperimentale: dalla II media alla IV Superiore i ragazzi saranno coinvolti in un percorso formativo che dal 29 settembre a giugno li vedrà convergere in forma itinerante nei tre oratori di Goito, Cerlongo e Solarolo il venerdì dalle 20.30 alle 22.30 con Matteo Milani, Suor Irene, don Marco stesso e Sara Madella quali responsabili. Questa sarà un'esperienza libera, di gruppo e formativa allo stesso tempo.
Don Marco aggiunge che i genitori convocati alla presentazione del progetto si sono dichiarati perplessi ma hanno compreso che l'esperienza è interessante. Il patto educativo stipulato coi ragazzi li occuperà per tre venerdì al mese, mentre il quarto sarà libero e sarà dedicato a giochi e ad attività ludiche. Per coinvolgere i ragazzi di III e IV Superiore un sabato al mese sarà dedicato nell'animazione dei ragazzi di 5 Primaria e I media coordinati da Giulia Nardi.
Silvana esprime il proprio timore che i pochi ragazzi del Vasto non si sentano coinvolti.
4- Visita pastorale
Don Marco Mani comunica che S.E. il Vescovo ha approvato il programma della visita pastorale prevista dal 10 al 15 ottobre e ne descrive in maniera dettagliata gli appuntamenti giorno per giorno, come riporta la locandina:
martedì 10 ottobre CHIESA CHE ACCOGLIE
mercoledì 11 ottobre CHIESA AL SERVIZIO
giovedì 12 ottobre CHIESA NEL MONDO
venerdì 13 ottobre CHIESA CHE EDUCA
sabato 14 ottobre CHIESA CHE FORMA
domenica 15 ottobre CHIESA CHE CELEBRA
Con l'aiuto dei presenti, don Marco Mani corregge e rettifica il programma proposto soprattutto nel coinvolgere gruppi ed associazioni non citate.
5- Varie ed eventuali
Don Marco Sbravati propone di modificare gli orari delle Sante Messe affinché queste abbiano un minimo di dignità eucaristica e comunitaria.
Informa che don Arturo contribuirà a dare una mano anche perché la convergenza di Solarolo e Cerlongo alle ore 11 e Goito alle ore 10 ne rende impossibile la celebrazione a due soli sacerdoti. Chiede anche di valutare la Santa Messsa a Cerlongo il sabato sera sottolineando che la partecipazione esigua non richiede una Messa prefestiva. Segue discussione tra i partecipanti al Consiglio circa l'eventualità che sia celebrata una sola Messa prefestiva nell'UP. Manuela interviene sottolineando che la comunità di Cerlongo si aspetta che la Messa del sabato sera, sospesa durante l'estate, venga ripristinata
Don Marco Mani propone di prendere una decisione solo dopo la Visita Pastorale.
Terminati gli argomenti, la seduta è tolta alle ore 22:30.
Consiglio Pastorale Parrocchiale Unitario7 giugno 2023Presenti: don Enrico Castiglioni, don Marco Sbravati, Claudio Balasina, Suor Atanasia, Suor Flora, Suor Irene, Berta Emanuela, Consadori Giuseppe, Greggio Stefano, Malgarini Daniela, Milani Matteo, Sai Elena, Viesi Roberta,, Tosi Simone, Varini Alberto.
Moderatore della serata: Milani Matteo
Presiede il priore-parroco Don Marco Mani.
Alle ore 20:30 di mercoledì 7 giugno, nel salone dell'oratorio di Goito, si riunisce il Consiglio Pastorale Parrocchiale per discutere i seguenti punti all'Ordine del Giorno:
1- introduzione con preghiera;
2- approvazione del verbale precedente;
3- presentazione di don Andrea Bonesi e don Francesco Freddi;
4- intervento di don Andrea e don Francesco, che ci presentano la proposta del Servizio Diocesano dell'Età Evolutiva;
5- ampia discussione della proposta con possibilità di domande e confronto basate su
approvazione della proposta
comprendere quali sono i passi da sviluppare e in che modo saremo aiutati nel percorso
6- come questa proposta di cammino della Pastorale Giovanile della nostra comunità si inserisce nel cammino proposto all'assemblea unitaria del 3 giugno;
7- varie ed eventuali.
1- Introduzione con preghiera
Don Marco Sbravati introduce la seduta del Consiglio Pastorale attraverso il canto "Vieni o Spirito" e la lettura del Vangelo di Marco 1, 16-20 e del Salmo 15, invitando i presenti a essere vigilanti e pronti ad accogliere la chiamata del Signore che ci dona il Suo amore e la Sua ricchezza.
2- Approvazione del verbale precedente
Viene approvato all'unanimità il verbale della seduta precedente pubblicato sul sito dell'Unità Pastorale "Madonna della Salute".
3- Presentazione di don Andrea Bonesi e don Francesco Freddi
Don Marco Sbravati presenta i due membri del Tavolo per l'Età Evolutiva: don Francesco Freddi, sacerdote e studioso di Teologia Pastorale e collaboratore di Pastorale Giovanile e Ufficio Catechistico, e don Andrea Bonesi, collaboratore di don Francesco Freddi e sacerdote presso la Parrocchia di S. Leonardo. Segue una rapida presentazione dei membri del CPPU presenti.
4- Intervento di don Andrea e don Francesco, che ci presentano la proposta del Servizio Diocesano dell'Età Evolutiva
Don Francesco Freddi precisa che il Servizio Diocesano dell'Età Evolutiva esce dagli uffici del centro pastorale per dedicarsi ad aree attentamente individuate.
Come diocesi, questo Servizio può aiutare le UP a capire i cammini generativi partendo dalle persone che ci sono in queste realtà, uscendo dagli schemi con coraggio e creatività.
Don Andrea Bonesi aggiunge che nelle comunità c'è del potenziale su cui è utile lavorare. Per portare l'annuncio di Cristo morto e risorto, è opportuno discernere le persone che potrebbero essere coinvolte nel processo di formazione dal Battesimo fino alla Vocazione: parola di Dio e Magistero, non solo pedagogia e psicologia.
In sintesi, è necessario trovare una équipe in tutta la UP pensando a un criterio per scegliere le persone che abbiano il desiderio di mettersi in gioco, facilitando lo scambio di opinioni che facciano emergere delle prospettive.
Don Francesco Freddi propone di pensare a percorsi accattivanti poiché dinamiche e paradigmi stanno cambiando. Se vogliamo essere generativi, dobbiamo capire come discutere insieme ad altri nel contesto del Magistero e della Chiesa.
5- Ampia discussione della proposta con possibilità di domande e confronto basate su
approvazione della proposta
comprendere quali sono i passi da sviluppare e in che modo saremo aiutati nel percorso
Manuela interviene esprimendo la propria fatica a capire come questa equipe possa comprendere un arco così ampio.
Don Marco Mani precisa che da anni stiamo tentando di lavorare nell'ottica di una UP anche se purtroppo il dialogo è ancora scarso e l'unica attività che davvero funziona è il Grest.
Don Marco Sbravati invita a non stare fermi nella settorializzazione. La capacità di annuncio nella nostra UP è scarsa, nonostante l'aggregazione sia altissima.
Don Francesco Freddi sostiene che per far partire dei processi si debbano operare delle forzature e don Andrea Bonesi aggiunge che non si tratta di un fenomeno veloce, ma spaventa perché è nuovo e indefinito.
Simone approva la proposta di cambiamento, pur non interrompendo né scardinando niente e sottolinea che per sostenere le famiglie nel percorso battesimale servono più energia e più tempo, anche per ripensare il catechismo.
Don Marco Sbravati apprezza che spesso si propongano tante attività, ma trova molto più accattivante l'idea di mettersi attorno a un tavolo e condividere insieme la propria visione.
Daniela ritiene che trovare persone che si mettano in gioco rappresenti lo scoglio maggiore.
Don Andrea Bonesi suggerisce allora un cambio di prospettiva con l'obiettivo di fare quello che si può e con chi ci sarà. La Visita Pastorale può essere proprio l'occasione per pensare a questo nuovo cammino.
Al termine della discussione, il Consiglio approva la proposta di iniziare il cammino presentato.
6- Come questa proposta di cammino della Pastorale Giovanile della nostra comunità si inserisce nel cammino proposto all'assemblea unitaria del 3 giugno
Don Marco Mani sottolinea la necessità di individuare referenti per ogni comunità e attivare ascolto e comunicazione.
Matteo propone di fissare dei colloqui con ogni singolo animatore del Grest per approfondirne la conoscenza.
Don Marco Sbravati condivide i dubbi sulla modalità con cui annunciare il cammino della Pastorale Giovanile prima della Visita Pastorale e individuare le persone che possano costituire questo piccolo gruppo di collaborazione e aggiunge che il prossimo 15 giugno si terrà una riunione dell'Area di Formazione per capire come muoversi e come procedere l'anno prossimo.
Don Francesco Freddi conclude dicendo che conoscere questo cammino il prima possibile è già una forma di annuncio ed evangelizzazione.
7- Varie ed eventuali.
Matteo anticipa che la prossima riunione del CPPU sarà fissata e comunicata in seguito alla richiesta del Vescovo a data da destinarsi.
Terminati gli argomenti, la seduta è tolta alle ore 22:15.
Consiglio Pastorale Parrocchiale Unitario24 marzo 2023Presenti: don Enrico Castiglioni, don Marco Sbravati, Claudio Balasina, Suor Atanasia, Suor Flora , Suor Irene, Suor Cècile, Greggio Stefano, Malgarini Daniela, Sai Elena, Milani Matteo, Viesi Roberta, Dalla Ba Silvana, Sartori Vittorio, Consadori Giuseppe, Tosi Simone, Villagrossi Martina.
Moderatore della serata: Milani Matteo
Presiede il priore-parroco Don Marco Mani.
Alle ore 20:30 di venerdì 24 marzo, in un'aula dell'oratorio di Goito, si riunisce il Consiglio Pastorale Parrocchiale per discutere i seguenti punti all'Ordine del Giorno:
1- introduzione con preghiera;
2- rilievo di situazione sulla Pastorale Giovanile nell'Unità Pastorale;
3- progetto sulla equipe di Pastorale Giovanile. Discussione sul progetto;
4- oratori;
5- Visita Pastorale del Vescovo.
1- Introduzione con preghiera
Don Marco introduce la seduta del Consiglio Pastorale con il canto Vieni, Santo Spirito di Dio, la lettura e il commento di una pagina del Vangelo secondo Matteo e la recita della preghiera Padre, rendici degni di servire di Madre Teresa di Calcutta.
2- Rilievo di situazione
Prende la parola Matteo che illustra il rilievo di situazione dei gruppi giovanili e ne segnala i punti di forza: esistono cinque diversi gruppi giovanili, Grest e campi estivi spronano e attirano la partecipazione giovanile e adulti esterni sono disponibili nell'aiutare i vari gruppi.
Ne sottolinea tuttavia anche i punti di crisi: il lavoro indipendente dei cinque diversi gruppi, l'estremo isolamento di ogni comunità, il passaggio critico tra catechismo e gruppo post-cresima, la scarsa attenzione dei genitori al percorso di fede e l'assenza di percorsi di formazione per educatori, con i quali però collabora Dario Boschetto in qualità di educatore professionale.
Don Marco Sbravati riconosce il compito educativo-aggregativo essenziale di Dario perché ha un ruolo di coordinamento, ma a lui non possiamo affidare il ruolo di educatore di fede. Poiché sono pochi gli educatori, occorre fare scelte e interrogarsi se sia opportuno sospendere il gruppo o puntare su corsi di formazione per suscitare il ministero di educatore. Se i Cristiani sono i figli della gioia, dovrebbe essere naturale trasmettere questa gioia ai più piccoli e riscoprire la bellezza più intima della nostra comunità annunciando il Vangelo. Aggiunge che a Goito soltanto esiste anche un gruppo di giovani universitari e lavoratori, formato da educatori, mentre a Cerlongo gli adulti sono aiutati da ragazzi di terza e quarta Superiore poiché mancano gli educatori.
Suor Irene suggerisce di trovare modalità per suscitare la fede puntando all'essenziale. Crede che il Grest sia espressione della comunità dove gli adulti si prendono cura dei ragazzi e un'occasione in cui si ritrova la comunità.
Don Marco Sbravati sottolinea che il problema è presente a livello mondiale, ma ci sono realtà in cui l'aspetto comunitario prevale su quello dei gruppi che non funzionano più. Ragazzi e adulti infatti si ritrovano una volta alla settimana col sacerdote che fa formazione, per cui l'aspetto comunitario funziona e si sta bene insieme. Nella nostra Unità Pastorale manca l'identificazione delle comunità diverse e ciò rallenta il processo di cammino coi giovani.
Don Marco Mani aggiunge quanto sia importante il progetto di vita spirituale nella liturgia che raduna la comunità.
Matteo conclude dicendo che per prima e seconda Superiore funziona la partecipazione costante alle attività ludiche e spirituali, mentre altri gruppi di età risultano più scoperti.
3- Progetto sulla equipe di Pastorale Giovanile. Discussione sul progetto
Don Marco Sbravati sottolinea come la comunità dei Cristiani abbia in sé il ruolo educativo di giovani e ragazzi e, in prospettiva della mancanza di giovani sacerdoti, sente la necessità di cambiare mentalità e costituire una equipe di Pastorale Giovanile composta da adulti o giovani famiglie che all'interno della comunità abbiano a cuore l'attenzione educativa di adolescenti e giovani. Parlare di Pastorale Giovanile significa considerare più fasce di età e questa equipe deve diventare una esigenza. Senza sentire l'ansia di scegliere le persone che andranno a farne parte, occorre crearne le condizioni rompendo la mentalità e spezzando le divisioni tra parrocchie, perciò a partire da quest'anno il Grest estivo sarà quello dell'Unità Pastorale.
Silvana sottolinea la difficoltà di formare le persone della equipe e propone di puntare sulla formazione dei genitori.
Simone ritiene importante che tutte le comunità si sentano coinvolte, perciò occorre creare le condizioni affinché ciò avvenga e trovare persone che aiutino.
Matteo propone di definire le condizioni per svolgere questo lavoro e Suor Irene suggerisce che gli incontri spirituali quaresimali del giovedì sera che riuniscono persone di tutta l'UP potrebbero rivelarsi utili per informare i presenti del progetto.
4- Oratori
Nell'ottica di questa attività, don Marco Sbravati ritiene importante ragionare sugli oratori e sulle risorse per la gestione degli oratori come espressione di vitalità. Le risorse di cui disponiamo non sono al momento usate al meglio, ma è necessario porci l'obiettivo di coordinarci per dare espressione a ciò che siamo.
5- Visita Pastorale del Vescovo
Don Marco Mani comunica che la Visita Pastorale del Vescovo avrà luogo dal 10 al 15 ottobre e rinnova l'invito a incontrarsi per organizzare l'evento con indicazioni più concrete.
Il prossimo Consiglio è fissato per mercoledì 7 giugno alle 21:00 .
Terminati gli argomenti, la seduta è tolta alle ore 22:15.
Consiglio Pastorale Parrocchiale Unitario12 maggio 2022Presenti: Don Enrico Castiglioni, don Jonathan Guicciardi, Claudio Balasina, Suor Atanasia, Suor Annamaria, Suor Irene, Greggio Stefano, Malgarini Daniela, Sai Elena, Milani Matteo, Viesi Roberta, Maddalena Annamaria, Berta Emanuela, Varini Alberto, Dalla Ba Silvana, Geminiani Arianna, Castrovillari Rosario, Sartori Vittorio.
Assenti giustificati: Consadori Giuseppe, Cerini Luciano,Villagrossi Martina, Suor Cècile, Tosi Simone.
Moderatore della serata: Milani Matteo
Presiede il priore-parroco Don Marco Mani.
Alle ore 20:30 di giovedì 12 maggio nel teatro dell'oratorio di Goito si riunisce il Consiglio Pastorale Parrocchiale per discutere i seguenti punti all'Ordine del Giorno:
1- introduzione con preghiera;
2- approvazione del verbale della seduta precedente;
3- formazione degli adulti: partecipanti, progetto, formatori e date;
4- visita pastorale: inizio della preparazione dell'evento;
5- conoscenza di attività di ogni parrocchia;
6- eventi estivi;
7- varie ed eventuali.
1- Introduzione con preghiera
Don Marco introduce la seduta del Consiglio Pastorale con il canto Vieni, Santo Spirito di Dio e con la lettura e il commento di una pagina del Vangelo secondo Giovanni.
2- Approvazione del verbale della seduta precedente
Viene approvato all'unanimità il verbale della seduta precedente pubblicato sul sito.
3- Formazione degli adulti: partecipanti, progetto, formatori e date
Don Marco elenca i nomi delle persone che si sono liberamente offerte di partecipare al corso di formazione degli adulti (Gabriella Balasina, Gabriella Savioli, Nadia Piadena, Massimo Mazzoni, Giuseppe Consadori, Vittorio Veneri, Emanuela Berta, Ornella Vighi, Luca Comencini, Suor Irene) e ricorda che il percorso sarà formato da cinque incontri che si terranno il venerdì a partire dal 20 maggio dalle 20.30 alle 22.30 presso l'oratorio di Goito. I formatori saranno lo stesso don Marco e gli operatori dell'ufficio catechistico.
Il primo incontro verterà sulla modalità in cui ci si relaziona con gli adulti, attingendo da materiale disponibile sul sito della Diocesi, e introdurrà il metodo del focus group;
il 27 maggio i partecipanti prenderanno parte a tre laboratori;
il 10 giugno si ragionerà sui risultati emersi nei focus group e sulle prospettive future;
il 17 giugno si terrà un work cafè: in un'atmosfera informale i partecipanti avranno un dialogo dinamico e aperto intorno a un tavolo e scriveranno le proprie idee su una tovaglia di carta;
il 24 giugno ci sarà un lavoro di sintesi e si rifletterà sugli atteggiamenti fondamentali per operare con gli adulti.
4- Visita pastorale: inizio della preparazione dell'evento
Don Marco comunica di aver ricevuto dall'Ufficio Pastorale la richiesta di posticipare la visita pastorale (prevista per metà novembre) all'inizio di dicembre.
Emanuela ricorda che S.E. il Vescovo chiede che in ogni parrocchia ci siano équipe di comunione: si tratta di gruppi ministeriali di persone, già attive in ambiti diversi, da individuare attraverso un'assemblea parrocchiale sulla base della disponibilità dei membri.
Don Marco informa che il 4 giugno a Mantova si terrà un incontro per conoscersi e ricevere le prime indicazioni per confrontarsi sui vari aspetti della propria parrocchia; seguiranno la cena in seminario e la Veglia di Pentecoste in Duomo. La Diocesi si occuperà di coordinare i vari gruppi.
Alcuni membri del Consiglio sollevano la questione dello scarso preavviso con cui convocare l'assemblea, ma don Marco ricorda che l'assemblea è necessaria per invitare tutti coloro che già lavorano in Parrocchia e informarli del progetto. Sarà l'occasione per parlare della visita pastorale e del gruppo che farà da coordinatore delle relazioni tra il Vescovo e la comunità. Suor Annamaria invece vorrebbe che l'assemblea fosse aperta a tutti.
Don Marco sottolinea quanto sia fondamentale che ogni battezzato abbia il proprio ruolo e compito nella comunità ed esorta ad avere attenzione per tutte le realtà sul territorio.
Emanuela e Matteo invitano a circoscrivere gli ambiti della Parrocchia e individuare le categorie coinvolte (liturgia, carità, catechesi, volontariato). Don Marco chiede aiuto a chi possa organizzare questa assemblea, preferibilmente entro il 4 giugno.
Emanuela ritiene opportuno nel frattempo informare il Vescovo che non siamo ancora pronti ma che ci lavoreremo.
Il Consiglio discute sulle modalità con cui convocare l'assemblea e si propone che un piccolo gruppo per ogni Parrocchia decida come tenere le rispettive assemblee. Don Marco propone che tutto il Consiglio si riunisca per prepararla, ma secondo Annamaria saranno necessari almeno due o tre passaggi per lavorare in gruppo e giungere a una sintesi.
Matteo suggerisce di individuare all'interno del Consiglio le persone che si incontrino per stabilire cosa affrontare nell'assemblea: si rendono disponibili Silvana e/o Giuseppe per Vasto, Annamaria per Cerlongo, Vittorio per Solarolo e Daniela per Goito.
Don Marco propone l'incontro per giovedì 19 maggio alle ore 21:00 in Oratorio a Goito. Le idee emerse in quella occasione circoleranno nella chat di gruppo per discuterle e confrontarsi.
5- Conoscenza di attività di ogni parrocchia
Don Marco invita un rappresentante di ogni parrocchia a rendere note le attività ivi svolte.
Silvana per Vasto prende la parola elencandole come segue:
gruppo addetto alla pulizia, al decoro degli ambienti parrocchiali e alla organizzazione delle celebrazioni liturgiche; gruppo per contatto con persone impossibilitate a partecipare alle funzioni liturgiche; catechesi degli adulti; CPAE per la gestione delle entrate e delle uscite; gruppo Caritas; attività di volontariato che favoriscono momenti di partecipazione e aggregazione tra parrocchiani e la raccolta di fondi destinati ad attività caritatevoli e di manutenzione degli ambienti; ministri dell'Eucarestia.
Silvana sottolinea inoltre che una caratteristica della propria parrocchia è quella di offrire il caffè in canonica a chiunque raggiunga Vasto per la S. Messa domenicale. Si tratta di un momento importante per curare l'amicizia e le relazioni personali, soprattutto con gli anziani, e dimostrarsi disponibili nei confronti degli altri, consapevoli che il Vangelo passa anche attraverso questi gesti.
Arianna per Solarolo menziona la collaborazione con l'Acli per le attività dell'Oratorio, il gruppo dei Ministranti, la festa di Santa Margherita, gli spettacoli di Natale e gli sforzi per riportare a Solarolo il Grest estivo.
Emanuela per Cerlongo nomina la bocciofila, che organizza eventi sportivi in estate quali pallavolo, calcio saponato, cene e gestione del piccolo bar serale, i gruppi catechistici, il Grest estivo molto partecipato, il gruppo adolescenti, il gruppo famiglie con attività e laboratori creativi per bambini che valorizzano l'oratorio. Sottolinea che la domenica sono previste due coppie di famiglie disponibili a riaprire e sorvegliare l'oratorio, che è al contempo sede in cui alcuni cittadini di Cerlongo possono presentare i propri libri e diffondere cultura. Ricorda inoltre l'associazione delle giovani mamme che si occupa di iniziative di carità per supportare situazioni problematiche, le feste di ringraziamento, la festa del burièl, la fiaccolata di Natale con i bambini, il Coro del Caldone e le attività del doposcuola, frequentato anche da bambini stranieri disposti a condividere le preghiere della propria religione.
Daniela per Goito elenca la lectio divina settimanale sul Vangelo della domenica, l'Adorazione Eucaristica una volta al mese e ogni sabato dalle 8:00 alle 17:30, il Sacramento della Riconciliazione ogni sabato pomeriggio, gli incontri con i gruppi delle famiglie, le feste di S. Lucia del patrono S. Pietro, di S. Antonio Abate, le S. Messe per S. Rita e S. Lorenzo, il coro parrocchiale, il gruppo Caritas, il gruppo dei ministranti e dei catechisti, l'organizzazione di pranzi benefici, le gite organizzate, i viaggi di gruppo e lo spettacolo con i bambini del catechismo. Nella nuova normalità raggiunta, auspica che riprendano anche gli incontri con lo psicologo per gli adolescenti. Matteo ricorda infine il Grest estivo e il gruppo degli studenti universitari.
6- Eventi estivi
Don Jonathan comunica le date del Grest che si terrà a Goito nelle ultime due settimane di giugno, a Cerlongo le prime due di luglio e a Solarolo in agosto.
Informa che domenica 8 maggio nel pomeriggio è iniziato il corso per animatori e che le iscrizioni per i campi scuola dei preadolescenti sono state aperte e velocemente chiuse visto l'alto numero di adesioni. Per gli adolescenti dalla terza Superiore in poi è previsto un servizio presso la Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini, per i giovani dieci giorni in Francia.
7- Varie ed eventuali
Don Marco rende note le date delle SS. Messe nelle frazioni (il 22 maggio a Maglio e il 10 agosto a San Lorenzo) e comunica che il 31 maggio alle ore 20:30 si terrà a Goito la S. Messa di chiusura del mese mariano con processione nelle vie del paese.
Don Jonathan invita a riflettere e rivedere l'orario delle SS. Messe prefestive e festive nei mesi di luglio e agosto: lo slittamento dell'orario dalle 18:00 alle 19:00 è dovuto alle temperature di questi mesi e ha come obiettivo quello di favorire una maggiore partecipazione dei fedeli. Il Consiglio approva all'unanimità.
Il prossimo Consiglio è fissato per settembre.
Si conclude l'incontro recitando l' Ave Maria, preghiera rivolta alla Regina della Pace.
Terminati gli argomenti, la seduta è tolta alle ore 22:15.
Consiglio Pastorale Parrocchiale Unitario "Madonna della Salute"25 febbraio 2022Presenti: Don Enrico Castiglioni, Claudio Balasina, Suor Annamaria, Suor Cècile, Suor Irene, Greggio Stefano, Malgarini Daniela, Sai Elena, Tosi Simone, Viesi Roberta, Berta Emanuela, Varini Alberto, Consadori Giuseppe, Dalla Ba Silvana, Castrovillari Rosario, Villagrossi Martina, Saroti Vittorio.
Assenti giustificati: Suor Atanasia, don Jonathan Guicciardi, Milani Matteo, Geminiani Arianna, Maddalena Annamaria, Cerini Luciano.
Moderatrice della serata: Daniela Malgarini
Presiede il priore-parroco Don Marco Mani.
Alle ore 20:30 di venerdì 25 febbraio nel teatro dell'oratorio di Goito si riunisce il Consiglio Pastorale Parrocchiale per discutere i seguenti punti all'Ordine del Giorno:
1- Introduzione con preghiera
2- approvazione del verbale della seduta precedente
3- presentazione del progetto di formazione degli adulti e testimonianza
4- varie ed eventuali
Don Marco introduce la seduta del Consiglio Pastorale con la preghiera per la pace tra Russia e Ucraina.
Viene approvato all'unanimità il verbale della seduta precedente pubblicato sul sito.
Don Marco prende la parola e sottolinea come l'obiettivo della catechesi degli adulti sia quello di uscire dalla cerchia della sagrestia e incontrare le persone che non partecipano alla vita della comunità e alla S. Messa. Per questo propone una seconda evangelizzazione che vada oltre la prima evangelizzazione dell'iniziazione cristiana affinché anche queste persone incontrino nuovamente il Vangelo e seguano Gesù Cristo. È necessario però ricordare cosa significhi essere adulti: persone che hanno una vita propria con responsabilità in famiglia, nella società, nella professione. Il cammino dovrebbe vederli come protagonisti, non solo come fruitori o ricettori di insegnamenti provenienti da altri.
Don Marco ricorda che nei corsi in preparazione al matrimonio o al battesimo i partecipanti aderiscono positivamente, ma piano piano la vita soffoca e assorbe queste persone. Situazioni dolorose come problemi di salute, lutti, separazioni potrebbero essere occasioni per annunciare il Vangelo, ma noi adulti evangelizzatori purtroppo non sappiamo camminare con coloro che soffrono: l'atteggiamento da adottare non è istruire ma camminare con loro, ascoltare ciò che hanno da dire e condividere le esperienze che stanno vivendo. È fondamentale riscoprire il Vangelo non con loro ma per loro e creare un contesto umano e relazionale perché una persona si senta a proprio agio.
Il percorso di formazione per adulti è un progetto articolato in sette incontri ed è già condotto in otto parrocchie della Diocesi.
Nella prima fase si vive l'esperienza in gruppi - focus group - con un animatore dell'ascolto esterno e una lettura ragionata delle sintesi emerse nei gruppi.
Nella seconda fase si fa esperienza a turno di animatore del gruppo e ci si autoeduca a condurre un gruppo.
Don Marco introduce il video della testimonianza di Maurizio e Annamaria, due coniugi che vivono tale esperienza nella parrocchia di San Giorgio. Avendo sperimentato che l'annuncio ai ragazzi è sterile se non ci sono intorno adulti con un percorso di fede alle spalle, hanno pensato a un percorso per coinvolgere e coinvolgersi in parrocchia e nella società per arrivare al cuore delle persone e innestarsi in esso.
La coppia di San Giorgio ritiene che il senso di una seconda evangelizzazione non sia cercare teorie, ma trovare ciò che aiuta nelle scelte della giornata: annunciare la Parola è ascoltare le persone rispetto a valori, relazioni e bisogni della vita quotidiana. Il focus group è mettersi alla scoperta dell'altro e di sé stessi, una scoperta reciproca affinché si formi una relazione di gruppo che stimoli una condivisione emozionale e affettiva. La formazione è fondamentale per essere in grado di ascoltare le persone.
Il nostro compito come cristiani è mettersi in gioco, porsi al servizio dell'altro con il desiderio di instaurare un dialogo con esso.
Nella propria parrocchia Maurizio e Annamaria hanno cominciato a chiamare le persone non proponendo una lectio divina o un ascolto della Parola, ma con una provocazione hanno suscitato in loro la consapevolezza che le esperienze di vita quotidiana trovano una risposta nella Parola e si ritrovano dentro un disegno d Dio che non avevano percepito. Noi siamo perciò solo strumenti e per questo dobbiamo formarci.
Al termine della testimonianza, Emanuela afferma che si debba lavorare negli spazi in cui siamo già attivi, ma sottolinea che dovremmo riuscire a frequentare questo corso anche se è importante che non siano sempre le stesse persone.
Don Enrico aggiunge che i gruppi debbano essere formati da adulti di varie estrazioni.
Alberto invece si dichiara non convinto dalla testimonianza che non fa molto riferimento al Vangelo, ma sa molto di relativismo etico.
Giuseppe trova il progetto condivisibile da tutti e, appoggiato da Daniela, aggiunge che sarebbe opportuno attivare il corso per i presenti e altre perone che frequentano la parrocchia.
Rosario pensa che ascoltare aiuti per la propria vita spirituale. Dobbiamo perciò essere esperti di umanità.
Don Marco comunica che il cammino sinodale prevede gruppi di animazione in cui alcuni faranno da moderatori e facilitatori. Propone che entro Pasqua siano individuati gli utenti e che dopo Pasqua si inizi la formazione prevista dal corso e invita a fargli presente chi ha intenzione di partecipare.
Silvana definisce il corso interessante, ma le esigenze di casa non le permettono di partecipare.
Alberto chiede quali siano le iniziative estive per i ragazzi e sottolinea la necessità di attività per adulti che siano spirituali, di preghiera, sportive, culturali, musicali.
Don Marco propone di trattare le esperienze estive e ulteriori iniziative durante il prossimo CPPU previsto per venerdì 29 aprile.
Si conclude l'incontro recitando l' Ave Maria, Regina della Pace.
Terminati gli argomenti, la seduta è tolta alle 22:15.