INCONTRO GRUPPO DI LAVORO DI UNITA' PASTORALE
GOITO 24.05.2021, ORE 20.30
PARTECIPANO:
DON MARCO MANI
CLAUDIO BALASINA
SUOR IRIDE
CASTROVILLARI ROSARIO
MILANI MATTEO
BERTA EMANUELA
GEMINIANI ARIANNA
DALLA BA SILVANA
Dopo la lettura del testo "Discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti all'incontro promosso dall'ufficio catechistico nazionale della conferenza episcopale italiana" e tenendo presente le relazioni sull'attività di catechesi nelle diverse parrocchie presentate nell'ultimo Consiglio di Unità Pastorale si procede al confronto di gruppo sulle linee guida proposte da don Marco.
1.
Papa Francesco afferma che la catechesi deve portare ad incontrare Gesù per poi conoscerlo e seguirlo nelle diverse età della vita. Tale incontro si realizza prima di tutto attraverso il vangelo letto, meditato e vissuto. Dall'esperienza nostra e dalla conoscenza che abbiamo del servizio catechistico svolto, nelle nostre parrocchie avviene quanto è indicato dal Papa? In che modo? Che cosa ci sarebbe da migliorare?• La lettura della Bibbia dovrebbe essere il momento centrale attorno a cui ruota tutta l'attività catechistica. Modulando l'approccio a seconda della fascia d'età dei gruppi si può partire dalla lettura di un brano e svilupparne il tema attraverso un'opportuna attività oppure nel caso dei gruppi di adolescenti e di giovani affrontare un tema che sta a cuore e sviscerarlo per condurre al termine il gruppo alla proposta del messaggio evangelico.
• Il libro della Bibbia dovrebbe essere sempre presente, visibile e alla portata di tutti durante l'attività di Catechesi .
• Il catechista secondo le indicazioni di papa Francesco è chi prova a testimoniare l'annuncio gioioso del Vangelo anzitutto con la sua esperienza di fede, la sua capacità di mettersi in relazione, il suo vissuto personale, non sempre può avere tutte le risposte ma importante è che stimoli il gruppo a coltivare le domande.
• Si suggerisce che il gruppo dei catechisti di ciascuna parrocchia possa contare sulla guida e sul supporto di un sacerdote o una suora di riferimento, non solo per la programmazione delle attività ma anche e soprattutto come guida spirituale e confronto personale.
2. Il
Papa indica anche prioritario per il servizio catechistico essere attenti alla persona, ai sui problemi e alle sue domande. Partendo da tutto ciò ci cattura l'interesse della persona e la si porta a trovare le risposte più necessarie in Gesù e nel suo vangelo. Le nostre attività catechistiche hanno questa attenzione oppure ci accontentiamo di comunicazioni cattedratiche e unidirezionali senza prima ascoltare i bambini, i ragazzi, gli adolescenti, i giovani e gli adulti? È necessario assumere questa prospettiva nel servizio catechistico?• Si concorda unanimemente che la prospettiva dell'ascolto e l'attenzione al vissuto personale di bambini e ragazzi è il punto di partenza indispensabile per ogni proposta catechistica. Si rivela particolarmente proficuo saper creare all'interno del proprio gruppo uno spazio di accoglienza e fiducia tale da far sentire i bambini e i ragazzi accolti e liberi di esprimere i propri vissuti personali a volte costituiti anche da dubbi, paure e fragilità.
Questa prospettiva dell'ascolto e dell'accoglienza potrebbe anche portare il gruppo a porre domande "scomode" che potrebbero sembrare persino provocatorie, tutto questo è naturale e non dovrebbe spaventare poiché il catechista non può e non deve avere una risposta per ogni domanda ma può condurre il gruppo ad un confronto e ad un approfondimento.
• Si mette in luce la necessità per i gruppi degli adolescenti e dei giovani di proseguire le relazioni anche fuori dal tempo dell'incontro in presenza: un messaggio, una telefonata, una chiacchierata durante la settimana rinsalda i rapporti, stabilisce un clima di fiducia, fa sentire che l'animatore ha a cuore il ragazzo. Questa indicazione potrebbe essere utile anche per le famiglie dei bambini più piccoli a cui riservare durante la settimana qualche gesto di attenzione.
3.
Il Papa dichiara che la catechesi nasce dalla comunità, i catechisti sono i suoi rappresentanti, ed è finalizzata a creare e a vivere nella comunità. La liturgia e la carità sono due momenti importanti di vita nella comunità. Educhiamo a vivere questi momenti? Quali carenze individuiamo al riguardo? Come possiamo integrare il percorso catechistico?• Per quanto riguarda l'ambito della carità è emersa già dalle catechiste l'esigenza di far vivere ai bambini e ai ragazzi momenti di servizio verso i malati, gli anziani, i poveri della propria comunità e non in modo occasionale ma come parte integrante del percorso catechistico. Sembra oltremodo auspicabile accogliere anche testimonianze significative di carità, in particolar modo far conoscere ai ragazzi la realtà del centro di ascolto della Caritas di Goito attraverso la diretta testimonianza dei protagonisti che la animano, affinchè attraverso l'esperienza diretta emerga nei giovani una particolare attenzione ed una spiccata sensibilità verso il servizio nei confronti di chi ha bisogno.
• La presenza di bambini e di giovani alle celebrazioni liturgiche sembra essere la questione più delicata e complessa poiché si ritiene indispensabile che sia la famiglia a sostenere e sollecitare
la partecipazione almeno alla messa domenicale. In alcune parrocchie della nostra U.P. attraverso l'incarico di ministrante si assicura la partecipazione di un folto gruppo di bambini, un'altra occasione opportuna potrebbe essere quella di accogliere nel coro ragazzi o adolescenti, tuttavia resta ancora difficoltoso motivare la maggioranza dei bambini a frequentare con continuità le celebrazioni liturgiche.
Ancora una volta si rivela una risorsa importante mantenere una relazione personale al di fuori del momento di catechesi, attraverso messaggi, telefonate e rapporti amichevoli con le famiglie
e con i giovani per stimolare momenti di condivisione e di incontro anche durante la S.Messa.